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Ultime notizie pensioni: Fmi ci ordina di tagliarle (ancora). E di far tornare l’Imu

ULTIME NOTIZIE PENSIONI (13 GIUGNO 2017) – PIOVONO ORDINI DALL’ALTO: TAGLI PENSIONI E IMU PRIMA CASA

Dopo le ultimissime su Quota 41, oggi parliamo di un preoccupante “invito” da parte del Fondo monetario internazionale (FMI), cioè una delle tre gambe del tavolino della Troika, insieme a Ue e Bce.

In altre parole, i mandanti della famigerata riforma Fornero. Non paghi dei disastri del governo Monti, il FMI continua a dispensare consigli che – a nostro umile parere – suonano molto come intimidazioni, se non veri e propri ordini.

FMI ha prima strizzato l’occhio alle previsioni di crescita del PIL, aumentandone la stima all’1,3% per il 2017 e al’1% per gli anni dal 2018 al 2020 (profezie che, a dire il vero, non ci azzeccano quasi mai dall’inizio della crisi), per poi far seguire alla carota la classica bastonata.

Fmi parla di “ripresa” ma con dei “rischi molto significativi” e con la prospettiva di flessione negativa nei prossimi anni.

Ultime notizie pensioni (13 giugno 2017): all’FMI scrivono ricette indigeste per la nostra economia, tagli agli assegni Inps e nuova tassa prima casa

“Ad ogni modo i rischi sono significativi e sono legati tra l’altro alle fragilità finanziarie, alle incertezze politiche, a possibili battute d’arresto del processo di riforme e a revisioni sul rischio di credito”. Per questo la raccomandazione dell’FMI è quella di “introdurre una forma di tassazione moderna sugli immobili”. Cioè di far tornare l’Imu sulla prima casa.

Ma le ultime novità non finiscono qui, perché nel mirino dell’Fmi ci sono finite anche le pensioni. I signori di Washington ci riconoscono di aver già fatto “più di molti altri” (cioè di aver rimandato, dalla sera alla mattina, la data di pensionamento a milioni di lavoratori anziani), ma questo non basta perché la nostra spesa pensionistica sarebbe ancora troppo elevata.

Soluzione? “Rivedere i parametri” sul calcolo delle pensioni, con un evidente riferimento al calcolo retributivo degli assegni Inps in liquidazione.

“I parametri pensionistici possono anche essere rivisti e aggiustati nella misura in cui è necessario, in maniera coerente con i parametri attuali”, spiega l’FMI.

Ora, se è pur vero che alcune pensioni sono sproporzionate rispetto ai contributi versati, bisogna tenere presente che quando partono le forbici nessuno è al sicuro: con la scusa di tagliare un certo tipo di pensioni, non si sa dove si va a finire.

E tradizionalmente sono sempre i più poveri a rimetterci, perché, come si suol dire, hanno pochi soldi ma sono in molti.

Un governo degno di questo nome, sempre a nostro parere, dovrebbe suggerire a questi enti di farsi gli affari loro e di non ingerire nei nostri affari nazionali. Le pensioni in Italia si stanno facendo sempre più magre e la data dei pensionamenti viene costantemente spostata, tanto è vero che ogni anno il numero delle nuove pensioni in pagamento diminuisce.

A noi pare di avere già dato: se si vuole tagliare, lo si faccia sulle pensioni d’oro dei privilegiati e su chi di case ne ha una decina. L’assegno Inps dei comuni mortali (spesso l’ultimo strumento di Welfare rimasto a difesa delle famiglie) e la prima casa non si toccano.

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