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Ultime notizie pensioni: insulto del governo Renzi ai lavoratori

ULTIME NOTIZIE PENSIONI (15 GIUGNO 2016) – Parlando dell’anticipo pensionistico del governo Renzi, argomento che abbiamo trattato in diversi post sulle novità pensionistiche del momento, ve l’avevamo già detto: l’Ape è una fregatura.

A distanza di un mese, se ne sono accorti tutti: accettare l’anticipo pensionistico alla Renzi significa indebitarsi a vita, anche per la bellezza di 20 anni.

Non ci voleva molto a capirlo: restituire alla banca tre anni di mensilità, a botte del 15-20% ogni mese, significa indebitarsi a vita (a meno di non aver la fortuna di campare 100 anni) e significa vivere gli ultimi anni in questa valle di lacrime con pensioni tagliate da pesantissime penalizzazioni.

La “riforma pensioni” del governo Renzi (le virgolette sono d’obbligo) è un insulto ai lavoratori italiani: chi ha faticato e versato i contributi fino alla veneranda età di 63 anni, dovrebbe pure indebitarsi con le banche per andare in pensione? Ma stiamo scherzando?

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Ultime notizie pensioni (15 giugno 2016): indebitarsi a vita è meglio che morire, no? Grazie Renzi!

E’ una proposta indecente che può essere accettata soltanto da chi è con l’acqua alla gola, cioè da chi ha bisogno immediato di avere un introito per sopravvivere, perché si trova in un limbo in cui è troppo vecchio per trovare lavoro e troppo giovane per andare davvero in pensione.

I sindacati in Francia, di fronte alla loro versione del Jobs act, hanno aiutato i cittadini a organizzare una protesta seria, hanno bloccato il Paese. Qui invece sperano ancora di trovare un accordo sulle pensioni con il governo Renzi, un esecutivo che ha in due anni di permanenza ha dimostrato una totale insensibilità sia verso le fasce più deboli della popolazione, escludendo gli incapienti dagli 80 euro o da qualsiasi altra forma di aiuto, sia verso la questione pensioni.

A pochi mesi dal referendum costituzionale, se ne escono con quest’offesa inaccettabile dell’anticipo pensionistico, utile solo per le banche che ci guadagneranno gli interessi sui prestiti erogati.

Chiedere a dei lavoratori over 63 di accendere un mutuo ventennale per poter continuare a campare significa prenderli per il collo, significa – fra l’altro – chiedere il loro voto al referendum confermativo per non far cadere il governo e, di conseguenza, non far archiviare un anticipo pensionistico che – per quanto sconveniente – sarebbe pur sempre meglio che restare senza stipendio e senza pensione.

Di fronte a questa arroganza, che va a braccetto con le minacce elettorali del Pd in vista dei ballottaggi di domenica 19 giugno, l’unica risposta adeguata è quella di mandare a casa il governo Renzi votando NO al referendum di ottobre.

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