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Ultime notizie pensioni oggi: cosa succede se salta il governo Renzi

ULTIME NOTIZIE PENSIONI OGGI (3 AGOSTO 2016) – Abbiamo già parlato dei sei punti della riforma del governo Renzi: si tratta di interventi che, comprensibilmente, possono far gola a diversi pensionati e lavoratori anziani.

Ricapitolandoli velocemente, non si tratta di una vera e propria riforma pensioni, visto che la legge Fornero resterà assolutamente intatta: siamo di fronte, più che altro, a piccole trovate per accattivarsi le simpatie elettorali di alcune cerchie piuttosto ristrette (se paragonate al numero dei lavoratori e dei pensionati).

Si parla quindi di Ape (anticipo pensionistico), cioè un mutuo ventennale per poter andare in pensione anticipata di uno, due o tre anni al massimo; si ragiona poi su un intervento per la quattordicesima, aumentandola a chi già la percepisce oppure estendendo la platea degli aventi diritto.

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Poi c’è la ricongiunzione gratuita dei contributi versati con gestioni previdenziali differenti, l’allargamento della no tax area per le pensioni meno fortunate, bonus contributivi per i lavoratori precoci e infine una lista dei lavori usuranti più inclusiva.

Ultime novità pensioni oggi (3 agosto 2016): nessuna riforma strutturale, il governo Renzi pensa solo a far piovere piccoli favori qui e lì, per raccattare voti

La filosofia del governo Renzi sulle pensioni assomiglia molto a quella sul lavoro: invece di intervenire sulla disoccupazione e sulle fasce di popolazione più povere (si calcola ormai che in Italia i poveri siano circa dieci milioni, di cui 4,5 milioni in povertà assoluta), Matteo Renzi ha preferito fare un regalino a chi un lavoro ce l’aveva già (i famosi 80 euro in busta paga) e omaggiare gli imprenditori di tre anni di sgravi fiscali (in modo tale da far risultare un aumento fasullo dei contratti indeterminati, instaurando in realtà un precariato permanente e facendo esplodere il fenomeno dei voucher).

Sulle pensioni si ripresenta lo stesso modus operandi: a novembre o giù di lì si voterà per il referendum costituzionale, quindi si annunciano dei regali interessanti sul fronte pensioni, in modo tale da far desiderare a milioni di elettori la sopravvivenza del governo Renzi (e indurli quindi a votare Sì).

Lo scenario è dunque piuttosto meschino: ci stanno chiedendo di cambiare la Costituzione in cambio di qualche soldino in più sulle pensioni o per avere la speranza di andare in pensione con qualche mese di anticipo.

Ultime notizie pensioni oggi (3 agosto 2016): Cosa succede se il governo Renzi salta? E se resta in carica? In entrambi i casi c’è poco da fidarsi

Ma se dovesse saltare il governo Renzi, salterebbero davvero questi provvedimenti? E, nel caso contrario, se Renzi dovesse rimanere al potere, sarebbero davvero mantenuti tutti gli annunci?

A entrambe le domande, la nostra risposta è la stessa: non vi fidate. La flessibilità in uscita è stata annunciata da Padoan nel 2015 e poi a giugno 2016 (a distanza di 8 mesi) da Poletti.

Gli 80 euro in busta paga sono tornati indietro, in certi casi in modo diretto (per chi è diventato troppo povero o troppo ricco per meritarsi il bonus) e in tutti i casi in modo indiretto, visto che i soldi impiegati per gli 80 euro sono stati ripresi con gli interessi con tagli a Comuni e Regioni, il che si è tradotto in aumento delle tasse e delle imposte locali, nonché nei tagli ai servizi pubblici (Sanità in primis).

Per concludere, che il governo Renzi salti o che resti in sella, la credibilità del mantenere le promesse – a nostro umile parere – se la sono giocata da tempo (la lista di annunci non mantenuti è lunga, ricordiamo gli 80 euro anche ai pensionati e gli interventi sulle pensioni sotto i mille euro).

Svendere la Costituzione in cambio di un’elemosina sulle pensioni che forse arriverà, forse no, forse sarà ripresa sottobanco in altri modi, non ci pare affatto una buona idea: al referendum costituzionale votiamo Sì oppure No, ma non facciamolo per interesse personale, valutiamo nel merito se ci troviamo di fronte a una buona riforma oppure no.

 

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