ultime novità pensioni

Ultime novità pensioni: vera flessibilità o ricatto elettorale?

ULTIME NOVITA’ PENSIONI (24 MAGGIO 2016) – Cosa cambia con la riforma pensioni del governo Renzi? Intanto spieghiamo che non si tratta di vera e propria riforma: chi spera in modifiche sostanziali nella legge Fornero resterà deluso.

La flessibilità in uscita – fatta sul serio, fatta in modo strutturale – costa troppo: al governo Renzi non rimane dunque che fare qualche piccolo intervento settoriale da usare come spot elettorale sulle pensioni, sperando che qualcuno ci caschi. Ma la sensazione è che sarà un flop come il Tfr in busta paga.

Sull’Ape (anticipo pensionistico) si sa ancora molto poco. Si parla di una misura dedicata agli over 63 non ancora in pensione (quindi classi 1951. 1952 e 1953) e si parla di penalizzazioni da accettare del 3-4%, a seconda del numero di anni di pensione anticipata rispetto all’attuale requisito anagrafico per le pensioni di vecchiaia (circa 67 anni).

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Pensioni ultime notizie (24 maggio 2016): un salvagente ai disperati in cambio del voto al referendum costituzionale?

Ma da dove arrivano i soldi necessari a erogare questi anticipi pensionistici? Non dallo Stato, visto che l’Ue ci ha imposto di non spendere nemmeno un euro di più in spesa previdenziale (e anche Fmi nelle ultime ora ha ribadito il concetto sulle pensioni, l’Italia non può permettersi di “compromettere la sostenibilità del sistema pensionistico“). Le risorse dovrebbero arrivare dalle banche, ma badate bene: non sarà di certo lo Stato a indebitarsi con gli istituti di credito, saranno invece proprio gli stessi lavoratori anziani che decideranno di adottare questa soluzione per andare in pensione.

Detta così, è una novità francamente sconcertante: perché un over 63 dovrebbe indebitarsi a vita per avere due o tre anni di pensione anticipata? La risposta che ci viene in mente è una sola: perché è costretto a farlo, perché ha perso il lavoro e andare in pensione anche solo con un anno di anticipo significa salvarsi la pelle. L’idea è del resto confermata dalle parole di Giuliano Poletti, ministro del Lavoro: sono i disoccupati anziani, specialmente quelli di lungo corso, i principali destinatari delle misure in arrivo nella prossima legge di Stabilità.

A voler essere maligni, ci si potrebbe anche vedere un mezzo per ottenere il voto nel referendum costituzionale da parte di una categoria di persone che ha un disperato bisogno di andare subito in pensione, a qualsiasi costo. Un mezzo per far desiderare a questi disoccupati anziani che il governo Renzi non cada.

Sintesi delle novità sulle pensioni: il governo Renzi può vantarsi di “aver fatto qualcosa” sulle pensioni, gli over 63 scelgono questa minestra indigesta piuttosto che saltare dalla finestra, le banche ci guadagnano gli interessi sui soldi prestati (interessi che lo Stato dovrebbe corrispondergli grazie alle decurtazioni dall’1% al 4% sui trattamenti pensionistici).

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