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Ultimi sondaggi politici elettorali: M5S torna a crescere, Pd crollo clamoroso

ULTIMI SONDAGGI POLITICI ELETTORALI (27 SETTEMBRE 2016) – M5S ALLA RISCOSSA, CRISI PD

Dopo le intenzioni di voto sul referendum costituzionale, oggi i sondaggi elettorali di EMG-Tg La7.  L’effetto Roma è finito: la confusione sulla giunta del sindaco Virginia Raggi aveva indebolito il M5S (MoVimento 5 Stelle) negli ultimi sondaggi politici, ma il trend si è velocemente invertito: i pentastellati sono tornati a crescere.

Altra notizia è il crollo del Pd (Partito democratico), piuttosto notevole: 1.2 punti percentuali andati in fumo.

Ma partiamo con le slide sul ballottaggio, con i tre possibili scenari del secondo turno analizzati da EMG per Tg La7.

M5S straccerebbe letteralmente un ipotetico listone di Centrodestra, superandolo della bellezza di 13 punti percentuali.

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Lo stesso si può dire del Pd nei confronti del Centrodestra: non ci sarebbe partita.

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Torna ad aumentare, di due decimali, il divario fra M5S e Pd al ballottaggio: i grillini sono sopra i Dem di oltre 4 punti percentuali.

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Ultimi sondaggi politici elettorali (27 settembre 2016): M5S alla riscossa, Pd sprofondato. Oggi gli italiani darebbero il Paese in mano ai pentastellati

Ma chi va al ballottaggio? A quanto pare proprio il Pd e il M5S. In altre parole, se si votasse oggi con l’Italicum, gli italiani sceglierebbero un governo a 5 stelle.

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E infine la slide più significativa di questi ultimi sondaggi politici elettorali: il M5S riprende mezzo punto percentuale, riavvicinandosi alla soglia psicologica del 30%, mentre il Pd per 1.2 punti. Pochi decimali separano le due principali forze politiche del Paese.

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Snocciolati i numeri, bisogna fare un paio di considerazioni: il futuro politico dell’Italia dipenderà dalle prossime elezioni, le quali arriveranno non più tardi del 2018. La vera partita si gioca su due fronti: il referendum costituzionale e la legge elettorale. Rebus sic stantibus, come piacerebbe dire al latinista Enrico Mentana, lo scenario più probabile è quello di una vittoria del No al referendum del 4 dicembre, con la chiusura dell’esperienza governativa di Matteo Renzi, l’inizio di un governo-ponte fino al 2018 e l’archiviazione dell’Italicum, a favore di una legge elettorale che impedisca al M5S di arrivare al governo dell’Italia.

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