Vasco Rossi, Nonciclopedia spiega perché ha chiuso

Vasco Rossi, Nonciclopedia spiega perché ha chiuso. Dopo l’iniziale confusione, la nascista di un gruppo Facebook che ha già superato i 100.000 mi piace (“Salviamo Nonciclopedia”) e di altri gruppi emuli, i gestori di Nonciclopedia hanno pensato bene di fare alcune precisazioni su quanto veramente avvenuto. Ecco, in sei punti, la sintesi della diatriba Vasco Rossi-Nonciclopedia, secondo la campana dei nonciclopedici.

“In queste ore la rete si sta mobilitando in massa (testate giornalistiche, blogger, singoli utenti di forum, ecc) per sostenerci e divulgare la notizia da noi riportata. Abbiamo letto molte cose interessanti, alcune spiacevoli da cui ci dissociamo (insultare le persone non è giustificabile), e altre totalmente assurde. Per questo per noi è necessario chiarire alcuni punti”.

Ed ecco questi sei chiarimenti, necessari a causa della confusione iniziale, dovuta al marasma che ha portato qualcuno a fraintendere le dinamiche della faccenda.

“1.Allo stato attuale non c’è stato alcun processo. Nessun magistrato ha contattato gli amministratori (che di conseguenza non hanno motivo di sentirsi in “torto”).

2.Il sito chiude per protesta, non per costrizione.

3.La protesta si è resa necessaria nel momento in cui venendo incontro alle richieste (seppur opinabili, visto che questo È un sito di satira) dell’avvocato di Vasco Rossi di rimuovere la pagina dedicata al “rocker”, la denuncia a carico di “ignoti” non è affatto caduta.

4.Abbiamo offerto la nostra piena collaborazione già nel 2010. Per tutta (non)risposta alcuni amministratori sono stati convocati dalla polizia postale un anno dopo!!!

5.Nonciclopedia non ha motivo di preoccupazione da tutta questa vicenda. Siamo totalmente aperti al dialogo con Vasco, Tania Sachs (la sua portavoce) o l’avvocato che finora sembra aver deciso di non rivolgerci più la parola.

6.In ultimo, mi sento in dovere di ricordare a Vasco Rossi e ai grandi vip come lui che Nonciclopedia è una comunità eterogenea costituita per la maggior parte da adolescenti. Ragazzi che credono ancora nel mito dell’eroe buono, del vip in grado di comprenderli e guidarli sulla retta via senza bisogno di usare il bastone. Abbiamo GIÀ RIMOSSO LA PAGINA, non vediamo per quale motivo continuare con una azione legale totalmente superflua contro ragazzi di 15 anni.”

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