Visita fiscale 2017: orari, nuove regole, esoneri e sanzioni

Cambiano le regole sulla visita fiscale nel 2017:

controlli dal primo giorno di assenza,  medico fiscale inviato d’ufficio,  nuovi casi di esonero, fasce orarie. Con le regole cambiano anche le sanzioni.

Quando ci si ammala si dovrebbe avvertire il medico come prima cosa e invece no, se si lavora è necessario dare notizia del proprio stato di salute al datore di lavoro, ma ci sono differenze a seconda del contratto collettivo e della categoria ai quali si appartiene.

  1. Se si lavora per le aziende che rientrano nei contratti collettivi di Telecomunicazioni, Terziario e Commercio, Turismo, Gomma/Plastica, Carta, Tessile/Abbigliamento/Confezioni, Grafica /Editoria, Alimentare, è necessario dare notizia prima dell’inizio del turno di lavoro;
  2. Per le aziende che applicano il Ccnl Autotrasporto, entro 2 ore dall’inizio del turno;
  3. Legno/Arredamento, Chimica, Calzature devono dare notizia entro 4 ore dall’inizio del turno;
  4. I Metalmeccanici hanno più tempo: entro il 1° giorno di assenza.
  5. Nei casi in cui ci sia un giustificato e comprovato impedimento non si ha alcun obbligo di avvertire (es ricovero in ospedale)

Bisognerà rendersi reperibile, per la visita fiscale, in determinate fasce di reperibilità che sono diverse a seconda che si lavori per il settore pubblico o si sia alle dipendenze di un privato. I dipendenti statali e degli enti locali devono essere reperibili per l’intera settimana, festivi compresi, nelle fasce orarie dalle 9 alle 13, e dalle 15 alle 18. I lavoratori del settore privato devono essere anch’essi reperibili tutta la settimana, compresi sabati e domeniche, ma le fasce sono dalle 10 alle 12 e dalle 17 alle 19.

Il dipendente dovrà recarsi dal medico curante, entro 48 ore (2 giorni) dal verificarsi della malattia e il certificato, con la diagnosi, la prognosi e l’indirizzo in cui si è reperibili, sarà inviata dal medico in via telematica all’Inps e al dipendente sarà rilasciata una ricevuta col numero di protocollo da inviare al datore di lavoro se previsto dal contratto. In caso di ricovero sarà l’ospedale a dover inviare il certificato medico.
Qualora non fosse possibile la trasmissione telematica, dovrà essere inviata una raccomandata con il certificato entro  2 giorni, stesso termine previsto per l’invio telematico.

Abbiamo preannunciato che ci sono delle ipotesi di esonero e questo riguardano:

  1. ricovero presso una struttura sanitaria (chi è ricoverato in ospedale non può assolutamente ricevere la visita fiscale, né in loco, né, ovviamente, presso la propria abitazione);
  2. esistenza di una patologia grave che richiede cure salvavita;
  3. infortunio sul lavoro e malattia professionale;
  4. malattia correlata a un’eventuale invalidità o menomazione del dipendente (sono i casi ad esempio delle categorie protette)

L’esonero può essere previsto dal medico curante anche per la visita fiscale, in questo caso il certificato dovrà essere contrassegnato con la lettera E.

E’ possibile che il campanello non funzioni quando i medici fiscali vanno a casa a controllare l’effettiva esistenza della condizione di malattia, ma in quel caso non esiste la possibilità di giustificare l’assenza. Ecco i casi:

  1. non potersi alzare dal letto;
  2. non aver sentito suonare o bussare;
  3. malfunzionamento del campanello o del citofono;
  4. variazione di domicilio non comunicata;
  5. mancanza del cognome del lavoratore nel citofono;
  6. essere usciti per commissioni urgenti.

I casi in cui invece è possibile l‘assenza giustificata alla visita fiscale sono:

  1. appuntamento per una visita medica o accertamento sanitario durante le fasce di reperibilità;
  2. cure mediche durante le fasce di reperibilità, ma in tal caso è necessario avvertire in anticipo l’amministrazione o il datore di lavoro ed esibire l’attestazione di frequenza alla cura;
  3. assenza per cause di forza maggiore, o per evitare gravi conseguenze per sé o per i propri familiari;
  4. visita al di fuori delle fasce di reperibilità.

Il dipendente ha 15 giorni di tempo per giustificare l’assenza alla visita fiscale. E’ prevista la sanzione della la perdita del 100% della retribuzione per i primi 10 giorni di malattia nel caso in cui si sia assenti ingiustificati. Se si ha la fortuna di essere convocati per una seconda visita è possibile recuperare la retribuzione dal giorno del secondo controllo, purchè il medico certifichi lo stato di malattia. In caso di assenza alla seconda convocazione (visita ambulatoriale alla ASL), invece, si perde il 50% della retribuzione dei giorni restanti; alla terza assenza, si perde tutto.

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