Voucher 2, la vendetta: cosa sono PrestO e Libretto Famiglia

IL RITORNO DEI VOUCHER: PRESTO E LIBRETTO FAMIGLIA

Come avevamo pronosticato sui voucher tempo fa (ogni tanto ci azzecchiamo), sono puntualmente tornati.

Hanno cambiato nome, si sono sdoppiati, ma sono sempre i buoni, cari e vecchi voucher: ora si chiamano PrestO e Libretto Famiglia.

Secondo Federico Martelloni, professore di Diritto del Lavoro all’Università di Bologna, sono “come quelli precedenti”. “Anche i nuovi voucher rappresentano un contratto di lavoro senza un vero rapporto di lavoro. E il datore continua a non farsi carico dei diritti del lavoratore stabiliti dalla Costituzione”.

Il lavoro-sveltina, una botta e via: in gergo tecnico, “Contratto di prestazione occasionale”.

Per le amici, i nuovi voucher. E sono già legge, infilati in fretta e furia nella manovra correttiva da 3,4 miliardi, fresca fresca di approvazione.

“Non è stato possibile modificare nulla. D’altronde il governo ha compresso i tempi, il decreto scadeva il 23 giugno”, spiega Barbara Lezzi, portavoce dei Cinquestelle in commissione Bilancio a Palazzo Madama. “Noi ci abbiamo provato, lunedì, presentando un emendamento per stralciare i nuovi voucher – conferma Barbara Guerra, capogruppo di Mdp – Ma lo hanno votato solo i pentastellati, e dunque è stato bocciato”.

Federico Martelloni, professore di Diritto del Lavoro all’Università di Bologna, spiega così i nuovi voucher: “Strumenti parzialmente diversi rispetto a quelli abrogati nel marzo scorso, ma che presentano ugualmente evidenti storture. E che soprattutto ripropongono lo stesso sostanziale paradosso: creano, cioè, una forma di contratto con tutele minime per coprire delle tipologie di lavori per i quali i contratti già ci sono, dal part-time al lavoro a chiamata, e sono anche quelli già abbastanza precari”.

Per le aziende è prevista la possibilità di attivare, attraverso il sito online dell’Inps, un mini contratto occasionale con una paga oraria minima di €9 e il 33% di contributi a carico del datore di lavoro. Contemplato inoltre un premio assicurativo per gli infortuni.

Per i lavori agricoli, invece, la paga minima potrà essere anche inferiore.

 Cambia la modalità di acquisto, stavolta attraverso internet e non più con i vecchi tagliandi in tabaccheria.

I nuovi voucher saranno utilizzabili dalle aziende con un massimo di 5 lavoratori subordinati. “Il che – sottolinea il giuslavorista Martelloni – significa includere la stragrande maggioranza delle attività che compongono il nostro tessuto imprenditoriale”.

In via eccezionale,  i nuovi voucher potrebbero essere usati anche dall’amministrazione pubblica, ad esempio nell’organizzazione di eventi particolari.

Ridotti i tetti massimi di retribuzione annui: non si potranno chiedere o effettuare prestazioni per oltre 5mila euro all’anno. Il limite per il sicuro committente è di €2500.

“Siamo sempre lì – dice Martelloni – come quelli precedenti, anche i nuovi voucher rappresentano un contratto di lavoro senza un vero rapporto di lavoro. In altre parole – insiste il professore – il datore continua a non farsi carico dei rischi e delle responsabilità connesse alla prestazione di cui usufruisce, dalla copertura infortunistica al riconoscimento delle ferie retribuite. Diritti, tra l’altro, stabiliti dalla Costituzione”.

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