PENSIONI ULTIME NOVITA’ SUI GIOVANI PRECARI (OGGI 30 GIUGNO 2017): SI TRATTA PER ASSEGNO DI GARANZIA
Dopo aver parlato dei ricorsi per il rimborso pensioni (in relazione alla mancata rivalutazione nel 2012-2013), oggi trattiamo un tema strettamente legato al mondo della previdenza: i giovani e il lavoro precario.
Il 4 luglio 2017 si terrà un nuovo incontro fra il governo Gentiloni e i sindacati di categoria. Fra i punti da affrontare c’è il futuro dei giovani lavoratori nati dopo gli anni ’80, gran parte dei quali sono precari che sarebbero fortemente penalizzati dall’attuale calcolo contributivo.
Per questo i sindacati avanzano la richiesta di “pensioni di garanzia” per i nostri giovani. Si entra dunque nel vivo della fase 2, dopo le deludenti e molto limitate forme di flessibilità in uscita individuate dall’ultima legge di bilancio, fra cui l’Ape sociale e Quota 41 per alcune categorie di lavoratori precoci.
Pensioni ultime novità (30 giugno 2017): assegno di garanzia per giovani precari e sgravi contributivi in busta paga
La preoccupazione per i giovani under 35 è fondata, visto che fra carriere lavorative discontinue e crisi economica rischiamo di ritrovarci con milioni di anziani a cui spetteranno pensioni da fame, ancora peggio delle minime di oggi.
Altro punto di discussione è il paventato aumento dell’età pensionabile nel 2019, automatismo che potrebbe scattare se i dati Istat confermeranno un aumento nella speranza di vita. Una situazione inaccettabile, uno schiaffo ai lavoratori che di volta in volta vedono le loro pensioni allontanarsi sempre più. Così si è espressa Susanna Camusso, segretario Cgil: “Attenzione che l’aumento dell’età pensionabile suonerebbe come un gigantesco schiaffo ai lavoratori e determinerebbe una rottura difficile da colmare”.
“Sono assolutamente d’accordo” ha fatto eco Annamaria Furlan, segretario Cisl “non è assolutamente pensabile un ulteriore aumento dell’età pensionabile. Serve invece una profonda rivisitazione del meccanismo di adeguamento alle aspettative di vita”.
Due le priorità per la Furlan: “Assicurare una pensione dignitosa ai giovani e il ripristino di meccanismi seppur parziali di aumento e di scatti per le pensioni in essere”.
Sempre sui giovani, c’è l’idea di un taglio del cuneo fiscale per i giovani, a livello nazionale: non che ci sia molto da fidarsi, dopo il flop di Garanzia Giovani, strumento che ha creato non pochi imbarazzi e perplessità.
La misura potrebbe tuttavia essere inserita nella prossima legge di Bilancio, con un taglio contributivo in busta paga. Purtroppo gli sgravi fiscali a cui ci ha abituato il governo Renzi (di cui quello Gentiloni è fotocopia) hanno favorito soltanto le grandi imprese, a discapito dei dipendenti che hanno perso l’articolo 18.
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