Le stampanti 3D sono strumenti straordinari: si può realizzare una moltitudine di oggetti con il loro utilizzo (pensate che una stampante 3D può stampare anche i componenti… per realizzare un’altra stampante 3D!). Non sono strumenti esenti da polemiche: qualcuno ci ha realizzato pistole, in plastica ma perfettamente funzionanti e letali.
La NASA, dal canto suo, sta pensando agli utilizzi possibili nello spazio: gli astronauti potrebbero infatti nutrirsi con cibo stampato da avanzate stampanti 3D, in grado di sfornare vari tipi di cibarie. 125.000 euro sono stati dati dalla NASA alla SMRC (Studio Systems & Materials Research Corporation) per creare questa stampante 3D per cibo… che non può non ricordare, a chi fra di voi è un ‘trekkie’, il replicatore di materia di Star Trek, da quale i protagonisti fanno materializzare qualsiasi oggeto, cibo compreso (ma quest’ultimo pare non sia esattamente buono quanto quello “originale!).
Il funzionamento della stampante 3D di cibo, dovrebbe essere analogo a quello delle stampanti 3D per oggetti non commestibili: la differenza sarà nel caricare la stampante con polveri speciali, le quali, segueno lo ‘schema’ prescelto, diventeranno come per magia del vero e proprio cibo.
Un’operazione simile è stata già realizzata per creare del cioccolato.
Come mai tanto interesse della NASA per un simile prodotto? Semplice: per arrivare su Marte occorrono 520 giorni, cioè circa due anni: gli attuali metodi di alimentazione possibili nello spazio non sarebbero l’ideale per un viaggio di simile durata. Lo ha spiegato David Steitz, portavoce NASA.
L’attuale sistema spazio-alimentare dell’agenzia spaziale “non è adeguato ai 520 giorni richiesti per una missione su Marte, o di altre missioni di lunga durata”, ha riferito il portavoce della NASA David Steitz.
Particolare raccapricciante (almeno per la nostra cultura alimentare): le proteine del cibo stampato in 3D potrebbero derivare da qualsiasi fonte proteica, comprese alghe o insetti. Già immaginiamo i programmi dietetici realizzati con le stampanti 3D…
Fonte: DireGiovani.it






