ULTIME NOTIZIE PENSIONI D’ORO (14 GIUGNO 2017) - BOERI ALL’ARREMBAGGIO CONTRO I SINDACALISTI PRIVILEGIATI
Dopo le novità per i lavoratori precoci, oggi torniamo su un tema sempre caro ai populisti come noi: le pensioni d’oro.
Nel caso specifico, non parleremo dei soliti vitalizi dei parlamentari, bensì delle pensioni dei sindacalisti. E, ancora più in particolare, nel mirino del presidente Inps Tito Boeri ci sono i trattamenti pensionistici dei sindacalisti in distacco dalla pubblica amministrazione.
Boeri agita le forbici desideroso di tagli e di ricalcolo contributivo, ma al ministero tutto è fermo.
In sintesi, chi è in “distacco” (cioè lascia il lavoro per occuparsi della attività sindacale) ha la facoltà di farsi accreditare dei contributi previdenziali extra, meccanismo retributivo che è valido fino al 1992.
In parole povere, le pensioni che ne vengono fuori non sono più proporzionate ai contributi effettivamente versati. E questo si chiama privilegio.
Ultime notizie pensioni d’oro (14 giugno 2017): Boeri ci prova a tagliare i privilegi, ma al ministero sono in altre faccende affaccendati
La normativa (art. 3 DL 564/96) presta poi il fianco a delle furbizie, cioè al classico fenomeno degli aumenti nella retribuzione che avvengono, in modo immotivato, negli ultimi anni precedenti al pensionamento, in modo tale da gonfiare la quota retributiva dell’assegno Inps.
Boeri propone quindi di assorbire i contributi aggiuntivi nella Quota B, in modo tale da ricalcolare le pensioni dei sindacalisti in base alla media degli stipendi degli ultimi 10 anni di lavoro.
I sindacati, manco a dirlo, parlano di operazione illegittima, perché si tratterebbe di un atto amministrativo in contrasto con una legge dello Stato.
La Corte dei Conti, dal canto suo, si è già espressa con due sentenze, nel 2013 e nel 2016, concordando - secondo Boeri - sostanzialmente con la posizione del presidente dell’Inps (ma anche su questo i sindacati non sono d’accordo).
Per ora, le circolari di Tito Boeri si sono arenato sulla scrivani di Giuliano Poletti, ministro del Lavoro. Tutto è fermo. Motivazione ufficiale? Hanno troppo da fare.
Ci sarebbe “troppo affollamento di provvedimenti di cui il ministero si è dovuto occupare negli ultimi mesi e l’esame riprenderà a breve”.
Newspedia Web-zine indipendente multicanale 