Edilizia sostenibile: meno inquinamento e bollette più leggere

Si chiama edilizia sostenibile e negli ultimi anni è diventa anche materia di studio negli Atenei universitari di Ingegneria Edile. Trattasi di tecniche di realizzazione degli edifici in sintonia con l’ambiente e con il risparmio energetico.

Pareti che disperdono meno calore e che di conseguenza conservando l’energia risparmiano l’utilizzo di gas e corrente elettrica. Tetti che al posto delle consuete tegole sono ricoperti di pannelli solari e fotovoltaici, per la produzione di corrente elettrica ed acqua calda. Ma anche strutture portanti e pareti divisorie realizzate con il legno, se non l’intera abitazione. L’edilizia sostenibile piace, è chic, ma non solo. Permette di risparmiare, a fronte di piccoli accorgimenti iniziali nella realizzazione dell’immobile, in maniera sostanziosa nelle bollette di domani.

Si stima che oggi siano sperperati, per l’inefficienza energetica delle case europee, oltre 270 miliardi di euro l’anno. La realizzazione delle abitazioni in sintonia con quando dettato dalle regole dell’edilizia sostenibile consentirebbe minori consumi e quindi un maggior risparmio. Basti pensare, per semplificare il tutto, ai semplici infissi degli anni settanta. Paragoniamoli a quelli odierni, mantenere un ambiente caldo dopo aver sostituito gli infissi diventa molto più semplice, c’è un notevole risparmio in termini di dispersione di calore. Questo è solo un piccolo esempio di edilizia sostenibile, ma la dispersione energetica sembra che in Italia faccia sì che il 70% dell’energia prodotta venga riversata in ambienti inutili (l’esterno delle abitazioni) in un tempo tre volte più breve agli standard dettati dall’edilizia sostenibile.

Le cause imputabili parzialmente alle vecchie abitazioni, in altra larga parte alle speculazioni edilizie che poco si preoccupano della bontà dei materiali impiegati in fase di realizzazione, in ultima mandata (ma non meno importante) è imputabile alle cattive abitudini degli italiani.

Un piccolo esempio di abitabilità sostenibile ignorata dalle abitudini degli italiani? Le lampadine a risparmio energetico. Mediamente questi apparecchi consumano 8-12watt a dispetto degli 80-100 consumati dalle normali lampadine a incandescenza. Ne consegue che tenere illuminata una casa impiega mediamente nelle ore notturna 3-400watth di corrente elettrica, fabbisogno in termini di lux che potrebbe essere soddisfatto con circa il 10% di energia elettrica impiegata.

 

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