Acqua inquinata (con tanto di cadaveri galleggianti!), alloggi per atleti non ancora completi, l’allarme Zika e le falle nella sicurezza, si può dire che a Rio i problemi non manchino. Eppure se n’è aggiunto un altro: non ci sono i Pokemon! Sembrerebbe una battuta considerando le già altre (tante) cose che non funzionano o che sono in ritardo, ma lo scontento generale ha portato alla cronaca anche questa lamentela.
L’app che sta facendo letteralmente impazzire tutto il mondo (vedere cosa è successo a Central Park per credere), non è ancora sbarcata in Brasile provocando la rabbia degli atleti, che oltre agli alloggi non ancora pronti, si vedono tolto un possibile passatempo per staccare dagli allenamenti.

Lo stesso sindaco di Rio, Eduardo Paes, aveva chiesto alla Nintendo di rendere attivo Pokemon Go anche in Brasile giusto in tempo per le Olimpiadi. L’appello lo aveva fatto tramite Facebook con questo post “Il mondo intero sta venendo qui. Vieni anche tu! #Cidadeolimpica #rio2016 #pokemongonobrasil”.
Nel mentre si continua a raccogliere il malcontento, come quello della tuffatrice statunitense Abby Johnston dispiaciuta che qui il gioco non funzioni , o quella del canoista inglese Joe Clarke, o la calciatrice canadese Daenne Rose. Tutti ammettono di giocarci molto e sperano che anche questo piccolo problema possa risolversi.
Quello che è trapelato è che l’applicazione dovrebbe attivarsi il 5 agosto, giorno stesso dell’inaugurazione delle Olimpiadi. E chissà che non partano anche le scommesse, tra chi tra gli atleti ne catturerà di più. Magari non vinceranno una medaglia, ma avranno un bonus Pokemon con cui consolarsi.
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