Per la serie “Come si cambia per non morire”… nuovo episodio con Simona Bonafè, europarlamentare in quota Pd.
Il Partito Democratico non è nuovo a fulminazioni sulla via del trasformismo, basti pensare alla pletora di bersaniani riconvertiti e riciclati a feroci e tenaci renziani… e adesso le conversioni dell’ultima ora si espandono a livello europeo.
Ecco cosa scriveva la Bonafè sul neo-eletto Presidente della Commissione europea Jean-Claude Juncker, appena a luglio scorso, su Twitter: niente sconti, verifiche severe, un tweet da vera pasionaria all’opposizione anti-austerity!
Leggete bene, vedrete poi come cambierà idea!
Eletto #Junker presidente commissione Ue, non faremo sconti verificheremo passo per passo assetto ed operato
— Simona Bonafè (@simonabonafe) 15 Luglio 2014
Passa qualche mese e - magia delle magia - Juncker diventa la nostra ultima spiaggia, l’ultima speranza, il Mosè che ci guiderà fuori dal deserto della crisi!
Votato per la nuova #commissione #Juncker come ultima opportunità per rilanciare #europa cittadini con #investimenti #Riforme #flessibilità — Simona Bonafè (@simonabonafe) 22 Ottobre 2014
Peccato che il candidato per la presidenza della Commissione europea sostenuto dal Pd non fosse Juncker, bensì Martin Schulz, riletto poi a capo del Parlamento europeo. Juncker fa invece parte del PPE, cioè il partito politico europeo che raccoglie le forze di centro e centrodestra.
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