Bitcoin, la moneta matematica più controversa degli ultimi anni viene quasi sempre riportata agli onori della cronaca in funzione del suo tasso di cambio. L’argomento viene riportato sui giornali solo se il cambio rispetto a Euro o Dollaro muta repentinamente, altrimenti viene quasi completamente ignorato. Ma dietro il semplice “prezzo” c’è un mondo pieno di opportunità e ancora oscuro ai più. Il “settore blockchain”, ovvero l’insieme di startup che sfruttano la tecnologia utilizzata dallo stesso bitcoin è in costante e piena esplosione.
Il settore, nato 6 anni fa, nei primi tre anni è rimasto relegato a una nicchia di crittologi e geeks, ma negli ultimi tre anni sta vivendo una vera e propria impennata. La possibilità di avere un registro decentralizzato offre nuove possibilità di sviluppo in una rosa di differenti ambiti e il settore delle startup bitcoin sta ricevendo una crescente iniezione di investimenti.
Seguendo il trend attuale si prevede che il 2015 raggiungerà il miliardo di dollari in investimenti.

Al momento però sono gli Stati Uniti a farla da padroni con quasi il 70% di investimenti nel settore, basti pensare che la sola Silicon Valley assorbe il 27%1 di tutti gli investimenti superando l’intera Europa che detiene solo il 19% della fetta globale. L’Europa resta indietro e l’Italia rischia di rimanere il fanalino di coda anche in questo campo. Al momento, infatti, tutte le iniziative italiane sono autofinanziate. Delle opportunità che la blockchain offre e di tutti i segreti per non rimanere indietro nel proprio settore se ne parlerà a Roma il prossimo 11 aprile dove è prevista una intera giornata di approfondimento sul tema organizzata dal network di Coin Capital.
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