Usa, aeroporto di Philadelfia: Guido Menzio, torinese, sta aspettando il decollo del suo aereo. Nel frattempo, sul suo block notes, scribacchia strani segni.
Guido ha tratti mediterranei, capelli ricci, barba, accento straniero: tanto basta a insospettire una passeggera accanto a lui, che chiama l’hostess e le comunica con un biglietto i suoi timori.
Il suo vicino d’aereo potrebbe essere un terrorista.
L’aereo viene fatto fermare e Guido Menzio viene fatto scendere dall’aereo da alcuni agenti della sicurezza.
Ma la verità è surreale.
Guido Menzio non è un terrorista, è un professore di economia all’università della Pennsylvania. Quei segni incomprensibili sul suo taccuino erano un’equazione differenziale che il professor Menzio si stava divertendo a risolvere in attesa del decollo del volo 3950 dell’American Airlines.

Non si trattava dunque di scritte in arabo o di un oscuro codice comprensibile solo ai terroristi.
Una storia che fa riflettere molto sugli effetti che la psicosi da terrorismo può avere su di noi.

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