Era il 2 dicembre 2014 quando il Ministro dell’Ambiente Galletti, alla notizia della sentenza della Corte di Giustizia Europea che condannava l’Italia a pagare 42,8 mln di euro ogni sei mesi per via delle discariche abusive più una sanzione forfettaria di 40 milioni (la cifra più alta mai imposta ad uno Stato dalla Corte), su La Repubblica annunciava “NON PAGHEREMO UN EURO”, aggiungendo che “La sentenza della Corte di giustizia Europea sanziona una situazione che risale a sette anni fa. In questo tempo l’Italia si è sostanzialmente messa in regola“.
Ora si scopre che, invece, abbiamo pagato più di un euro: abbiamo pagato i 40 milioni forfettari a febbraio e il 2 giugno era in scadenza la rata da 42 milioni per semestre con gli eventuali sgravi ai quali la Commissione europea aveva dato l’ok, ovvero la riduzione della sanzione semestrale progressivamente in ragione del numero di siti messi a norma, detraendo dall’importo stabilito 400.000 euro per ciascuna discarica contenente rifiuti pericolosi messa a norma e 200.000 euro per ogni altra discarica.
Ovviamente non se ne ha notizia, come se questo non riguardasse le tasche degli italiani ma, prima ancora, la loro salute. Intanto in tutta Italia vengono fuori notizie sulle discariche abusive, sulle pessime condizioni dei teritori e sull’incapacità delle istituzioni locali di sapere esattamente cosa c’è sotterrato nei terreni inclusi nei propri confini. Così a Massa, in Toscana, dove l’assessore all’ambiente dice “spetta al privato fare la caratterizzazione del terreno“, così in Molise, un caso finito sul tavolo della Commissione Europea con denuncia del M5S in Regione, o i casi di Trani e Andria in Puglia, anche lì con esposto del M5S o il caso in Umbria con i controlli dell’ARPA.

Ed è ancora in M5S in Parlamento a chiedere spiegazioni al Governo proprio sulla multa e sulla situazione delle bonifiche e messa in sicurezza delle discariche abusive che contengono o meno materiali pericolosi.
Si legge nel blog della Senatrice pentastellata Vilma Moronese, campana e quindi sensibilissima all’argomento
“[…] abbiamo presentato una interrogazione con la quale abbiamo chiesto al Governo i dati precisi sul numero di discariche bonificate e messe a norma, quali e quanti fondi si sono messi a disposizione per completare i lavori su tutte le discariche e in che modo intende monitorare, controllare al fine di far rispettare la normativa vigente.”
Il problema, ovviamente, é sempre lo stesso, ovvero i fondi necessari alle bonifiche e per pagare la multa, a maggior ragione dopo le tegolate ricevute dal Governo con le varie sentenze che hanno azzerato anche il “tesoretto” - mai esistito davvero - e con le clausole di salvaguardia per l’aumento dell’IVA come una spada di Damocle sulla testa di Renzi.
La portavoce Moronese conclude affermando
“Riteniamo che sarebbe cosa buona e giusta che queste multe salatissime fossero imputate e pagate dai responsabili dell’infrazione e cioè Ministro, Presidenti di Regione e Sindaci dei comuni interessati e non è giusto che invece ricadano sempre sulle spalle dei cittadini italiani che di queste loro magagne spesso non sono neanche a conoscenza.”
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