Renzi smentito dal governo Renzi: tagliare le tasse di 45 mld è impossibile

Basterebbe il commento della Cgia Mestre, per capire quanto siano campate in aria (persino più del solito) le promesse ultra wide dell’ex sindaco Renzi.

Un minestrone di annunci su qualsiasi cosa immaginabile: Imu, Ires, Irap, Irpef e persino pensioni.

Un incontrollato attacco maniacale di annuncite (l’ultimo?), stroncato senza pietà dalla Cgia Mestre. Vi citiamo la nota dell’associazione e poi aggiungiamo un altro dettaglio interessante…

Matteo Renzi è smentito dal governo Renzi ‘retroattivamente’, poiché le promesse di Mr. Patto con gli italiani sono incompatibili con il DEF (Documento di Economia e Finanza) di aprile scorso.

Vai col tango.

Renzi assemblea Pd

Le perplessità della Cgia Mestre sulla promesse di Matteo Renzi all’assemblea Pd

“E’ ovvio che di fronte all’Assemblea nazionale del Pd il premier Renzi aveva l’obbligo di trasmettere un po’ di entusiasmo per risollevare il morale delle sue truppe ma annunciare una sforbiciata tra imposte e contributi che si aggira tra i 35 e i 45 miliardi di euro pare un obbiettivo difficilmente raggiungibile.

“L’invito che rivolgiamo al Premier - continua la Cgia - è di dimostrarci con dati alla mano dove recupererà queste risorse, altrimenti rischiamo di trovarci di fronte all’ennesima promessa lanciata nel vuoto“.

“Ricordiamo, inoltre, - infierisce la nota - che entro la fine di quest’anno l’esecutivo dovrà reperire ben 16,8 miliardi di euro, altrimenti già dal prossimo mese di ottobre scatterà l’aumento delle accise sui carburanti e dal 2016 l’Iva subirà l’ennesimo ritocco all’insù, mentre le detrazioni e le deduzioni fiscali subiranno una forte riduzione”.

“Dopo aver annunciato una rivoluzione copernicana in materia di tasse, il Premier Renzi adesso ci dica dove troverà le risorse per fare questa operazione, visto che la crescita economica prevista nei prossimi anni sarà ancora molto contenuta e la situazione dei nostri conti pubblici non ci consentirà di superare la soglia del 3 per cento del rapporto deficit/Pil”.

“Per tagliare le imposte - continua - deve altresì indicare quali capitoli di spesa andrà a razionalizzare, diversamente i suoi annunci non appaiono attendibili.

“E mentre Renzi - conclude la nota della Cgia - si è impegnato entro al fine della legislatura a togliere la tassa sulla prima casa, a ridurre l’Ires, l’Irap e l’Irpef, nel giro di pochi mesi dovrà ‘sterilizzare’ una serie di clausole di salvaguardia da far tremare i polsi.

“Entro il prossimo 30 settembre, infatti, dovrà recuperare 728 milioni di euro per non far scattare l’aumento delle accise sui carburanti, poichè l’Ue ci ha bocciato l’estensione del reverse charge alla grande distribuzione. Con la prossima legge di stabilità che dovrà essere approvata entro la fine di quest’anno, invece, sarà necessario reperire altri 16 miliardi di euro circa per evitare che dall’inizio del 2016 scatti l’aumento dell’Iva e la riduzione delle detrazioni e delle deduzioni fiscali”.

Renzi smentito dal governo Renzi: le promesse sono incompatibili con il DEF

Oltre ai “problemucci” elencati dalla Cgia Mestre (a cui vanno aggiunti i 2,1 miliardi del rimborso pensioni e i soldi necessari allo sblocco degli stipendi degli statali), c’è il fatto che il governo Renzi, nero su bianco, ha scritto nel DEF numeri che contraddicono le promesse dell’ex sindaco.

La pressione fiscale non solo non diminuirà, ma aumenterà dall’attuale 43.5% al 44.1%.

Inoltre, il tanto sventolato taglio delle tasse sul lavoro al momento attuale non è ancora coperto per il 2016 (andranno individuati quindi fondi ad hoc nella prossima Legge di Stabilità)!

Nel 2016 è previsto un aumento delle entrate pubbliche rispetto al Pil: dal 48% al 48.5%.

Calerà invece la spesa pubblica rispetto al Pil: dal 50.5% del 2015 al 49.9% del 2016 (vedi tagli alla Sanità per circa 2 miliardi e mezzo...)

In breve, tutto quello che è scritto (conoscete la differenza fra “scritto” e “annunciato”, vero?) nel DEF rende assolutamente impossibile, mai e poi mai, nemmeno in un milione di anni, che Renzi possa tagliare 45 miliardi di tasse. La Commissione Europea deve approvare le nostre leggi di stabilità e mai e poi mai, nemmeno in un milione di anni, l’Ue approverebbe un simile taglio di tasse. Per cui se avete pensato: “Beh, se il DEF dice così, basta cambiare il DEF”, vi sbagliate di grosso: non siamo più sovrani delle nostre scelte economiche ormai da anni.

La direzione che traccia il DEF è opposta a quella delle promesse tributarie dell’ex sindaco: sempre meno spesa pubblica, sempre più tasse in proporzione al Pil, tagli e tasse, tasse e tagli, dritti come un treno contro il muro del pareggio di bilancio. Crash.

ps. l’abolizione della Tasi promessa da Renzi all’assemblea Pd era già prevista: sarà sostituita dalla local tax, che accorperà Imu, Tasi e balzelli minori assortiti…

 

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