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Pensioni ultime notizie: Ape e Rita, due novità che non convincono

PENSIONI ULTIME NOTIZIE (31 MAGGIO 2016) – Si aggiungono novità al mosaico della riforma del governo Renzi: dopo Ape (Anticipo pensionistico) arriva Rita.

A Matteo Renzi la fantasia per i nomi non manca, ma la sostanza quale sarebbe? Intanto diamo il significato della sigla: Rita sta per “Rendita integrativa temporanea anticipata“. Ma che roba è, starete pensando voi? Ecco, siccome si è già capito che l’Ape è una fregatura superlativa che può essere accettata solo da chi è con l’acqua alla gola (visto che consiste nell’indebitarsi a vita con le banche), Rita è pensata per diminuire il danno.

In pratica il governo Renzi cerca soluzioni a problemi che stanno per creare loro stessi: con Rita sarebbe possibile percepire parte della pensione integrativa, in modo tale da indebitarsi di meno con le banche (per chi non lo sapesse, l’anticipo pensionistico consiste proprio in questo: un prestito bancario per coprire uno, due o tre anni di pensione anticipata, da restituire a rate dopo aver maturato il requisito anagrafico per la pensione di vecchiaia).

Le ultime notizie sulle pensioni fanno capire che il governo Renzi è stretto da tre esigenze contrastanti: la prima è quella di garantirsi uno spot elettorale sulle pensioni prima del fondamentale referendum costituzionale di ottobre, la seconda è quella di permettere una flessibilità in uscita, la terza è quella di non cambiare la riforma Fornero, visto che l’Europa lo ha esplicitamente proibito.

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Pensioni ultime notizie (31 maggio 2016): L’Ape Rita? Meno credibile dell’Ape Maia

E così le grandi menti dell’esecutivo renziano non hanno saputo pensare di meglio che questa “sperimentazione” di tre anni (valida per i nati dal 1951 al 1953) che solo più in là, forse, chissà, si vedrà,

Un’operazione che allo Stato costerebbe pochi spiccioli (si parla di 500-600 milioni), ma che per i pensionati che dovessero sceglierla significherebbe indebitarsi per 20 anni. Il che è una cosa comprensibile a 25-30 anni per fare il mutuo per comprare casa, un po’ meno per un over 63 che probabilmente versa contributi da quando aveva meno di 25 anni!

Chi vorrebbe indebitarsi fino agli 80 anni e più? La risposta è una sola: chi è costretto a farlo perché ha perso il lavoro.

Pensioni ultime notizie (31 maggio 2016): chi si farà pungere dall’Ape Rita? Precedenza ai disgraziati

L’assegno anticipato andrà calibrato seguendo principi di selettività: sarà più corposo per i disoccupati di lungo corso e per i redditi bassi, categorie che dovrebbero avere penalizzazioni particolarmente.

Ma queste decurtazioni a quanto ammonteranno? Si parla di circa il 3-4% di media, ma non è ancora chiaro quali saranno i minimi e i i massimi per il taglio del trattamento pensionistico. Sì, perché chi decide di farsi pungere dall’Ape Rita non solo si ritroverà indebitato per 20 anni con le banche, ma dovrà pure accettare una diminuzione del proprio assegno Inps.

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