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Come scrivere (bene) un blog in inglese

Se fino a qualche anno fa in Italia erano una rarità, oggi i blog in inglese sono una realtà del tutto affermata. Dagli appassionati di moda ai designer in erba, dagli esperti di cosmetica agli amanti dei viaggi intercontinentali, sono sempre di più i blogger che scelgono di rivolgersi agli utenti della rete in lingua inglese, o che provvedono quanto meno a corredare puntualmente di traduzione ogni post pubblicato.

Si tratta di un fenomeno che va ben oltre le ragioni della moda e del costume: molti, infatti, hanno da tempo compreso che scrivere un blog in inglese non consente solo di raggiungere una fetta di lettori molto più vasta, ma attira anche l’attenzione di aziende internazionali, che potrebbero farsi avanti con remunerative proposte di collaborazione.

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È il caso ad esempio, di molte start-up e imprese emergenti, che puntano su blogger di piccolo e medio calibro per la promozione di prodotti e servizi mediante review e recensioni di vario genere. Eppure, a volte, non c’è bisogno di essere interpreti o parlanti madrelingua per scovare in alcuni post errori grossolani o percepire chiaramente l’“italianità” di alcuni passaggi. Premettendo, naturalmente, che nessuno è perfetto e che, dopotutto, l’obiettivo principale è comunicare, vale però la pena seguire tre piccoli accorgimenti, qualora si decida di scrivere un blog in inglese.

Come scrivere (bene) un blog in inglese

  • Scrivere in modo semplice. Uno stile artificioso non ha mai premiato nessuno, se non i poeti barocchi. Ma quello era il ‘600. Un post lineare, fatto di frasi non troppo lunghe, scandito dai giusti segni di punteggiatura è quello che gli utenti di internet si aspettano di leggere. Può essere utile a tal proposito ricorrere ad applicazioni come l’Hemingway Editor, che analizzano i testi in inglese, segnalando i passi contorti e suggerendo possibili alternative. Particolare attenzione va riservata al titolo, che per l’80% dei visitatori di una pagina ha un peso determinante nella decisione di continuare a leggerla o di abbandonarla definitivamente. Che sia dunque conciso, efficace e accattivante.

Security in the dictionary

  • Praticare la lingua viva. La raccomandazione che si rivolge da sempre agli studenti di ogni livello è leggere il più possibile. Si tratta di una regola indiscutibilmente valida anche per i blogger, ai quali si suggerisce di visitare regolarmente le pagine di colleghi già affermati, per assorbire il loro stile di scrittura e carpire preziosi spunti. Non tutti sanno, però, che gli studi di glottodidattica dimostrano che nel processo di apprendimento di una lingua straniera si ricorda circa il 20 % di ciò che si ascolta, il 40% di quello che si vede e il 75% di quello che si vede e si ascolta allo stesso tempo. Ecco perché è così importante per chiunque voglia scrivere un blog in inglese guardare film e serie tv attuali nel tempo libero.
  • Chiedere aiuto. A volte, un po’ di umiltà non guasta e se controllare l’ortografia di una parola può costare del tempo, scongiura d’altra parte penose figuracce. La rete è piena di siti che offrono servizi di proofreading a prezzi molto contenuti, per non parlare di dizionari multilingue gratuiti come l’ottimo Woxikon, che consentono di rendere una parola italiana in inglese scegliendo quella che le corrisponde esattamente.

Immagini:

Flickr Blog by GotCredit CC BY 2.0

Flickr Security in the dictionary by Perspecsys Photos
CC BY 2.0

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