Raggi Roma Lombardi Direttorio

Lombardi fuori dal Direttorio di Roma, Raggi alla caccia del quinto elemento

E’ durata poco l’esperienza di Roberta Lombardi, deputata M5S, nel mini-Direttorio di Roma: ora Virginia Raggi dovrà trovare un “quinto elemento” (gli altri sono lei e i tre membri residui del team romano) per sostituire la Lombardi.

E’ interessante notare come, dopo l’istituzione del Direttorio nazionale del MoVimento 5 Stelle, sia arrivata questa ulteriore formazione per amministrare la Capitale.

Chi è smaliziato in termini di democrazia diretta e strutture orizzontali di gestione, sa bene che il M5S tutto dovrebbe essere tranne che un partito con una gerarchia verticale.

Eppure, alla prova dei fatti, l’utopia di Casaleggio si è scontrata con un dato ineludibile della realtà: gli esseri umani, vuoi per limiti biologici o vuoi per limiti culturali ancora da superare, non sanno amministrarsi senza affidarsi a dei leader.

Raggi Roma Lombardi Direttorio

Avete presente la Legge ferrea dell’oligarchia? Quello che sta succedendo al M5S, sia con il Direttorio nazionale e sia con quello di Roma che sta seguendo Virginia Raggi, sembra rispettare i quattro capisaldi della legge individuata dal politologo tedesco Robert Michels:

La democrazia non è concepibile senza una qualche organizzazione.
L’organizzazione genera una solida struttura di potere che finisce per dividere qualsiasi partito o sindacato in una minoranza che ha il compito di dirigere e una maggioranza diretta dalla prima.
Lo sviluppo di un’organizzazione produce burocratizzazione e centralizzazione, che creano una leadership stabile, che col tempo si trasforma in una casta chiusa e inamovibile.
L’insorgenza dell’oligarchia deriva anche da fattori psicologici, in particolare dalla “naturale sete di potere” di chi fa politica ed al “bisogno” delle persone di essere comandate.

Niente di male, intendiamoci. Una citazione che gira molto sui social dice che non abbiamo bisogno di chissà quali grande persone, ma soltanto di persone più oneste.

Allo stesso modo, in Italia non abbiamo bisogno di grandi utopie, di svolte epocali, dell’abolizione dei partiti a favore di una struttura disintermediata nella quale sono gli stessi cittadini a formare il Parlamento, in una specie di referendum permanente: ci basta avere al governo uno o più partiti fatti di persone più oneste.

La visione originale di Casaleggio sembra ormai lontana da quello che di fatto il M5S è diventato, un distacco fra il livello prescrittivo e descrittivo che per serietà va registrato e ammesso: confidiamo tutti nel fatto che si tenga fede, iniziando dalla Roma di Virginia Raggi, a una gestione più onesta della cosa pubblica, nonostante la perdurante necessità di ricorrere alle vecchie composizioni piramidali del potere partitico.

 

Check Also

ultimi sondaggi politici elettorali

Ultimi sondaggi politici elettorali: M5S e Lega stratosferici, insieme valgono il 54,3%

ULTIMI SONDAGGI POLITICI ELETTORALI (5 GIUGNO 2018) – Le intenzioni di voto delle ultime settimane …

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito, come molti altri, fa uso di cookies [leggi l'informativa]. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all’uso dei cookie.
Leggi articolo precedente:
ultimi sondaggi politici elettorali M5S
Sondaggi politici: boom M5S, cresce di 4 punti percentuali

SONDAGGI POLITICI (16 LUGLIO 2016) - Dopo le intenzioni di voto di SWG, oggi i...

Chiudi