riforma pensioni 2016

Ultime novità pensioni da Damiano: “Ape garantito a tutti” e attacca su speranza di vita

ULTIME NOVITA’ PENSIONI (20 LUGLIO 2017) – EX MINISTRO LAVORO ATTACCA SU APE SOCIAL E SPERANZA DI VITA

Dopo le ultimissime sulla proposta di una pensione di garanzia per i giovani lavoratori precari, oggi passiamo a un’altra idea per un futuro decisamente più immediato: quello dell’anticipo pensionistico nella sua versione sociale, per gli amici Ape social.

Il numero di domande giunte prima del 15 luglio 2017 ha superato di circa il 10% il numero di posti disponibili per Ape social e precoci, creando non poche preoccupazioni: quanti resteranno fuori? Cosa succede se ho i requisiti per l’Ape sociale ma finiscono i fondi?

Sul tema è intervenuto Cesare Damiano, presidente della commissione Lavoro alla Camera, nonché ex ministro del Lavoro: “La discussione sulle pensioni si sta surriscaldando, sono intervenuti Renzi e Poletti per denunciare la mancanza di gradualità nel sistema pensionistico targato Monti-Fornero: queste prese di posizione aiutano la scelta di chi, come noi, si batte da anni per passare da un sistema pensionistico rigido a uno flessibile”.

Flessibilità in uscita dal lavoro tanto annunciata per mesi, protagonista per mesi delle ultime notizie sulle pensioni, ma decisamente latitante nell’ultima legge di Bilancio del fu governo Renzi.

Ultime novità pensioni (20 luglio 2017): Damiano chiede l’Ape per chiunque ne ha i requisiti, i fondi vanno garantiti dalla prossima legge di Bilancio

Archiviata la Quota 41 per tutti, gli unici risultati portati a casa (fra mille ritardi e una situazione che, a distanza di sette mesi, è ancora tutta da definire) sono proprio questi 60.000 soggetti che dovrebbero costituire la platea dei beneficiare di Ape social e mini-Quota 41 per i precoci.

Due contentini sociali davvero miseri, in confronto alle sfide epocali che ci attendono nel mondo delle pensioni, in particolare modo sul medio e lungo termine con milioni di lavoratori precari che rischiano di andare in pensione solo dopo i 70 anni e con pensioni minime, causa carriere lavorative (e quindi contributi versati) a singhiozzo.

“L’Ape va in questa direzione – continua Damiano – e sta avendo successo, oltre i numeri previsti. Per questo andrà garantito a tutti coloro che hanno fatto domanda e hanno i giusti requisiti, con un apposito finanziamento nella legge di Bilancio, di poter accedere al pensionamento anticipato, così come andrà affrontato il tema dell’innalzamento dell’età pensionabile a 67 anni a partire dal 2019″, aggiunge.

I fondi stanziati per le nuove pensioni anticipate, fino a ora 300 milioni per il 2017 e 609 milioni per il 2018, sono infatti chiaramente insufficienti.

Una scelta da prendere sul serio, che “andrà rivista anche alla luce dell’inaspettato calo della speranza di vita, per uomini e donne, registrata dall’Istat nel corso del 2015”.

 

 

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