Rio 2016

Rio 2016: doping dei russi e il Cio prende tempo

La bomba è stata sganciata ma al momento non è ancora esplosa. La Wada (Agenzia Mondiale Antidoping) ha presentato il fascicolo secondo cui a Sochi 2014, in occasione dei Giochi Olimpidi Invernali, ci sarebbero stati più di un centinaio di atleti russi dopati ma i risultati positivi furono insabbiati, anche con l’aiuto dello Stato.

Il rapporto è nato dalla denunce dell’ex direttore del laboratorio antidoping russo Grigory Rodchenkov, fuggito dal suo paese per rifugiarsi negli Stati Uniti, dopo che 2 colleghi erano morti in circostanze sospette.

Rio 2016

La Wada ha chiesto quindi al CIO (Comitato Olimpico Internazionale), visti i fatti, di prendere in considerazione l’ipotesi di negare la partecipazione agli atleti russi alle Olimpiadi 2016 di Rio e di bandire i dirigenti russi dalle competizioni internazionali.

La risposta del Cremlino non si è fatta attendere, comunicando di aver già preso provvedimenti e di aver già allontanato i dirigenti citati nel rapporto della Wada.

La conference call indetta della Cio martedì 19 luglio con tutti i 15 dell’Esecutivo, non ha però dato una risposta in merito alle misure da adottare sul caso. Ha deciso di prendere 7 giorni di tempo per varare le possibili soluzioni. Come si legge nello statement ufficiale rilasciato, si dovranno esplorare le opzioni legali per vedere se ci sono i criteri per bandire la Russia da Rio. Continua poi il documento Per quanto riguarda la partecipazione di atleti russi alle Olimpiadi 2016, “il Cio dovrà valutare attentamente il rapporto Wada e valutare se la possibilità di un divieto di partecipazione collettivo possa prevalere sui diritti di giustizia individuale”.

Il Cio attende per oggi la decisione del Tas di Losanna che dovrà dare un riscontro in merito al ricorso presentato dagli atleti russi, contro la decisione della Iaaf di escluderli in toto da Rio.

L’idea che gira, è che il Cio si sia preso questa “pausa” perché non si sente di escludere un intero paese dai Giochi Olimpici. Nel mentre gli sono stati comunicati tutti e 68 i nomi degli atleti russi dopati citati nel rapporto Wada.

Sul tema è intervenuto l’avvocato di Alex Schwazer, Gerhard Brandstaetter. Ricordiamo che anche l’atleta azzurro è in attesa di giudizio dopo il riscontro positivo all’antidoping per la seconda volta. Il legale ha dichiarato che sarebbe assurdo ammettere i russi, dopo tutta questa vicenda e non Alex. E’ certo che dopo l’infortunio di Tamberi, nell’atletica Schwazer sarebbe un bonus (quasi sicuramente) da medaglia, per la nostra spedizione azzurra a questa Olimpiade.

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