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Pensioni novità oggi: con Ape, 350.000 italiani nelle mani delle banche

PENSIONI NOVITA’ OGGI (9 AGOSTO 2016) – Nelle nostre ultime notizie sulle pensioni abbiamo già parlato dell’Ape, il famigerato “anticipo pensionistico” proposto dal governo Renzi.

Come funziona l’Ape: si tratta di una forma di pensione anticipata (al massimo 3 anni sul requisito di vecchiaia richiesto dalla riforma Fornero) rivolta per il momento ai lavoratori classe 1951-1953, quindi agli over 63 che non possono ancora andare in pensione a causa dei cambiamenti apportati dalla legge Fornero.

Se rispondete a questo identikit, e se avete almeno 20 anni di contributi versati, potete allora usufruire dell’Ape, il quale consiste in pratica nel chiedere un prestito a una banca (con il quale vengono finanziati gli anni di pensione anticipata), da restituire poi a rate al momento della maturazione dei requisiti necessari per la pensione di vecchiaia. In parole povere, vi siete indebitati con una banca per 20 anni e ogni mese vedrete la vostra pensione decurtata della rata da restituire alla banca.

Se questa è la flessibilità in uscita… a noi pare piuttosto una sonora fregatura, la quale però – secondo i calcoli del governo Renzi, dovrebbe interessare la bellezza di 350.00 italiani.

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Pensioni ultime notizie oggi (9 agosto 2016): 600 milioni per l’Ape, una riforma “low cost” destinata a chi non ha altre scelte

Una bella trovata che costa appena 600 milioni di euro e con la quale il governo Renzi può vantarsi nei titoli dei giornali di aver realizzato finalmente la flessibilità in uscita. Nei fatti, purtroppo, si tratta semplicemente di spingere verso l’indebitamento vita natural durante quei lavoratori anziani rimasti senza lavoro e senza pensione, quindi costretti ad accettare questa minestra, piuttosto di saltare dalla finestra.

Le detrazioni sui rimborsi sarebbero infatti destinate soltanto a chi percepisce redditi molto bassi e ai disoccupati di lunga durata, per tutti gli altri ci saranno decurtazioni dall’1% all’8% sulle pensioni.

Pensioni ultime novità oggi (9 agosto 2016): le “marchette” elettorali su quattordicesima e lavoratori precoci ce le aspettavamo, ma chiedere di indebitarsi per andare in pensione è davvero troppo

Le altre proposte, seppur considerabili come poco risolutive, per non dire minuscole rispetto al bisogno di una riforma strutturale per le nostre pensioni, hanno almeno il pregio di non suonare così tanto offensive. Si tratta dei soliti “bonus” alla Renzi, del tipo do ut des: pensiamo all’intervento annunciato sulla quattordicesima (aumentare la platea dei beneficiari oppure aumentarla a chi già la percepisce) oppure al ricongiungimento gratuito dei  contributi versati con gestioni diverse, o anche al bonus contributivo per i lavoratori precoci (per i quali però sembra ormai accantonata la realizzazione della quota 41, cioè andare in pensione con 41 anni di contributi versati e basta, senza vincoli anagrafici).

L’Ape invece è davvero una pensata insultante per chi ha lavorato una vita e ora gli si chiede di accendere un mutuo ventennale per pochi anni o pochi mesi di anticipo sulla pensione di vecchiaia. Pura follia.

 

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