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Pensioni quattordicesima ultime novità: buone notizie da Boeri, aumenta la platea

PENSIONI ULTIME NOVITA’ SULLA QUATTORDICESIMA (8 GIUGNO 2017) – PRESIDENTE INPS DA’ NOTIZIE RINCUORANTI

Dopo le news sui tagli alle pensioni, oggi sembra essere finalmente il momento per un po’ di buone nuove sulla previdenza.

Il presidente dell’Inps, Tito Boeri, ai microfoni di Radio Anch’io ha spiegato che la platea di beneficiari della quattordicesima “è destinata a essere più ampia rispetto a quella prevista inizialmente: avremo soprattutto un incremento per quel che riguarda gli ex dipendenti pubblici”, che saranno “i grandi beneficiari della quattordicesima. Attualmente sono circa 8.000 e con le nuove norme inserite nell’ultima legge di Bilancio saliranno a 125.000. Parliamo di un incremento del 1.500%”.

Le dichiarazioni di Boeri sono arrivate a margine del Festival Economia di Trento.

Pensioni ultime novità, informazioni utili sulla quattordicesima (8 giugno 2017): a chi spetta e quanto gli spetta

Quanti pensionati prenderanno quest’anno la quattordicesima? Si parla di 3,4 milioni di italiani: 1,2 milioni in più rispetto al giro precedente, in virtù di quanto disposto dall’ultima legge di Bilancio.

Ricordiamo tuttavia che Boeri è fra i critici di questa misura, visto che il costo dell’operazione è di fatto scaricato sulle spalle delle generazioni future.

Chi ha diritto alla quattordicesima?

Il bonus tocca a chi riceve una o più pensioni Inps (o anche gestioni autonome) o del fondo clero. Il requisito anagrafico è di 64 anni compiuti.

Sono comprese le pensioni di invalidità e quelle di reversibilità. Niente da fare per i giornalisti in pensione dell’Inpgi.

La soglia per avere diritto alla quattordicesima è stata innalzata da 1,5 volte il trattamento minimo Inps (cioè 9.686 euro l’anno di reddito) a 2 volte il minimo (cioè 13.049 euro).

Quanti soldi si ricevono con la quattordicesima?

Secondo le ultimissime notizie sulle pensioni che ci arrivano dall’Inps, si parla di un bonus compreso fra i 437 e i 655 euro per i redditi più bassi, mentre chi arriva a toccare la soglia del doppio del minimo può riscuotere fra i 336 e i 504 euro.

Premettendo che ogni misura a favore delle pensioni più basse è da accogliere positivamente, non possiamo che sottolineare due problemi in questa operazione voluta dal fu governo Renzi.

Primo, si continua con la logica dei bonus da far piovere su questa o quella categoria ben circoscritta, in cambio del consenso elettorale. E’ una logica feudale che mal si accorda con il funzionamento di una vera democrazia, in cui dovrebbero esserci diritti uguali per tutti e non regalini a discrezione di un’oligarchia aristocratica.

Secondo, continua a mancare una visione a lungo termine sul sistema pensioni: oggi si gratificano 1,2 milioni di pensionati in più, ma senza avere un progetto organico e, con ogni probabilità, con la prospettiva di dover restituire in un modo o nell’altro i soldini che oggi distribuiscono a pioggia.

 

 

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