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Pensioni novità per le donne: come cambia faccia Rita con il bonus contributivo

PENSIONI ULTIME NOVITA’ (26 LUGLIO 2017) – SCONTO DI TRE ANNI PER LE DONNE, RIVOLUZIONE RITA

Dopo le ultimissime notizie sulle donne lavoratrici, arrivano ulteriori dettagli sulle ipotesi di lavoro allo studio degli uomini del governo.

Non una riforma pensioni, ma un pacchetto di misure da infilare nella prossima legge di Bilancio (quindi entro la fine del 2017), in modo tale da risolvere un po’ di problemi immediati e, sperabilmente, guardare anche un po’ più avanti.

Negli ultimi anni le donne sono state le più bistrattate dalle novità sulle pensioni, con un aumento spaventoso dell’età pensionabile, in pratica da un anno all’altro.

Ora si studia la possibilità di uno sconto contributivo di due o tre anni per dare un minimo di flessibilità in uscite alla lavoratrici, delle pensioni anticipate che renderebbero più utile Rita (Rendita integrativa temporanea anticipata), svincolandola in parte dall’Ape.

Il bonus contributivo dovrebbe rendere più attraente la scelta di una previdenza complementare, prima di andare in pensione a tutti gli effetti.

Si parla inoltre della pensione contributiva di garanzia, in armonia con un taglio strutturale del cuneo fiscale.

Pensioni novità sulle donne (26 luglio 2017): allo studio un bonus contributivo di 2-3 anni, insieme allo stop dell’aumento dell’età pensionabile

Per quanto riguarda il temuto aumento dell’età pensionabile a 67 anni, previsto per il 2019 in accordo alle normative vigenti e al previsto aumento della speranza di vita, si parla di un intervento per bloccarlo (o più probabilmente rimandarlo), se non per tutti almeno per alcune categorie (le stesse dell’Ape social?).

 Tutte queste belle intenzioni si vanno a scontrare con la realtà dei conti: Tito Boeri, presidente Inps, ha già avvisato che l’aumento a 67 anni di pensioni non solo non andrebbe bloccato, ma è persino insufficiente sul medio-lungo periodo.

Se aumentassimo l’età pensionabile solo fino a 67 anni, ci sarebbe secondo Boeri una spesa extra di ben 141 miliardi.

Ci sono poi i soldi da trovare anche per le misure già approvate, visto che è evidente già ora che i pochi soldi a disposizione di Ape sociale e precoci non saranno sufficienti, con il rischio per i lavoratori di finire in coda e non ricevere la pensione, nonostante il riconoscimento da parte dell’Inps del possesso dei requisiti necessari.

Previsto per domani un nuovo incontro fra sindacati e governo, con i primi che pressano in particolar modo contro l’aumento dell’età pensionabile nel 2019 e sui bonus previdenziali per le donne di cui abbiamo già parlato.

L’impressione è che sulle pensioni succederà questo: la legge di stabilità arriva a pochi mesi prima del voto e l’attuale maggioranza non perderà l’occasione di distribuire regalini sulla previdenza e non solo.

Per poi, in caso di vittoria elettorale, rifare i conti e prendere con una mano quello che era stato dato con l’altra. O, nella peggiore delle ipotesi, lasciare la patata bollente di costi insostenibili ai nuovi governanti di altre forze politiche.

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