Nell’attesa che abbia inizio la fase processuale sul delitto di Melania Rea, escono fuori dei nuovi interessanti particolari che potrebbero dare una svolta definitiva al giallo di cui è stata vittima la giovane madre di Somma Vesuviana.
Partiamo, dalla negazione degli arresti domiciliari a Salvatore Parolisi, ritenuto l’unico indagato dell’omicidio della moglie. Il gip del tribunale di Teramo, Marina Tommolini ha motivato la decisione sulla gravità del reato commesso dal caporalmaggiore, ma anche dal rapporto che il militare dell’esercito italiano ha nei confronti della figlia Vittoria, di appena due anni. Pertanto, Salvatore Parolisi, che dallo scorso mese di luglio è detenuto in attesa di giudizio, presso il carcere di Castrogno, in provincia di Teramo, dovrà aspettare l’esito conclusivo del processo per conoscere il proprio futuro.
Tra le ultime notizie sul delitto di Melania Rea, è stato reso noto che la figlia Vittoria, sarà presentata come parte civile nel processo, dove il padre è accusato di aver assassinato, accoltellando, la madre della piccola, la quale è stata affidata ai nonni materni, continuando però a frequentare anche la famiglia del padre.
Intanto, mentre si attende l’inizio del processo, il caporalmaggiore Salvatore Parolisi ha ricevuto una lettera minatoria, dove da un esponente della ndrangheta di Cosenza lo ha minacciato di morte e probabilmente lo avrebbe ucciso se solo fosse capitato nel suo carcere. La lettera è stata immediatamente posta sotto sequestro da parte della procura è diventerà con molta probabilità una delle parti integranti dei dieci faldoni sull’inchiesta.
Il processo avrà inizio il prossimo 12 marzo, dove si conoscerà se i giudici hanno deciso di accettare la richiesta del rito abbreviato condizionato a una nuova perizia medico-legale sull’ora della morte, richiesto dagli avvocati Valter Biscotti, Nicodemo Gentile e Federica Benguardato.
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