l43-matteo-renzi-140215162033_big

Pd, bilancio in rosso: Renzi ha distrutto i conti del partito per perdere il referendum

PD, I CONTI NON TORNANO: SI SONO SVENATI PER POI PRENDERE LA BATOSTA DEL 4 DICEMBRE

Matteo Renzi le ha proprio tentate tutte per vincere il referendum costituzionale. Ci ha creduto fino all’ultimo, fino a quel maestoso 60% di voti, quasi 20 milioni di italiani, che lo ha mandato a casa.

Questa tenacia è però costata cara al Pd.

Il bilancio 2016 del Partito democratico, pubblicato ieri da Huffington Post dopo l’approvazione in Direzione, ha un rosso mica da ridere: si parla di un buco di 9,5 milioni di euro.

Un profondo rosso che per essere sanato richiederà dei tagli considerevoli, compresi quelli al personale, anche perché da quest’anno non c’è più il finanziamento pubblico.

Si parlava di spendere al massimo 6 milioni per la campagna elettorale di “Basta un Sì”, ma la spesa è poi lievitata ad almeno 14 milioni di euro.

Per fare un confronto, si tratta di una cifra superiore di 4 milioni di euro a quella investita nella campagna elettorale del Pd per le Politiche del 2013. Spesa fatta in un momento in cui il partito poteva contare poi su ricchi “rimborsi”.

E pensare che il Pd aveva chiuso il 2015 con un bilancio più o meno in pareggio, con disponibilità liquide per quasi 10 milioni… sul conto il Pd adesso ha invece appena un milione e 700mila euro, più il pesante rosso di cui abbiamo già parlato.

Sulla nota intergrativa si legge: “Il decremento delle disponibilità liquide è legato ai maggiori esborsi che il partito ha avuto nell’esercizio 2016 e legati principalmente ai costi della campagna referendaria”.

Vediamo un po’ di numeri.

Nel bilancio del Pd, firmato dal tesoriere renziano Francesco Bonifazi, le spese per le campagne elettorali del 2016 sono segnate per 11,6 milioni di euro.

Nel 2016 ssi sono svolte anche le Amministrative, ma per queste non risultano contributi straordinari del partito.

La battaglia referendaria di Renzi, finita nel flop politico più clamoroso degli ultimi anni in Italia, ha insomma assorbito questi 11 milioni e mezzo, più i 763 mila euro indicati come  “manifestazioni, eventi e servizi elettorali in genere”.

Ma come si arriva alla somma di 14 milioni? Bisogna aggiungere a questi numeri i contributi versati dai gruppi parlamentari: “La campagna informativa sulla Riforma costituzionale e il referendum costituzionale del 4.12.2016” è costata “1.416.384 euro”, si legge nel rendiconto dei deputati Pd.

Con gli eventi sul territorio, le campagne di comunicazione, gli spazi informativi alla Festa nazionale dell’Unità intitolata al Sì alla riforma Boschi si arriva a circa due milioni (600mila euro dal gruppo del Senato, il resto da quello della Camera).

C’è poi il cospicuo assegno staccato al guru Jim Messina, le 2,5 milioni di lettere spedite agli italiani all’estero, i 16 milioni di volantini agli elettori in patria, totale: almeno 7 milioni di euro.

Ma il tesoriere Bonifazi è sereno: “La gestione caratteristica è virtuosa. La perdita, sulla base del piano industriale asseverato da uno dei migliori studi italiani di consulenza (lo studio Pirola – Pinnuto – Zei, ndr) porta all’assorbimento della medesima tra l’esercizio 2017-18. Percorreremo con forza le strade del potenziamento del funding e del 2×1000, di recupero delle somme ancora dovute da una parte minoritaria di parlamentari, nonché con una necessaria ulteriore diminuzione dei costi”.

Ma quanti italiani saranno disposti a dare il loro 2×1000 al Pd? Quante cene di funding si potranno organizzare per rimediare a questo sfacelo? Di fatto, il bilancio del Pd è in contrazione da quando è stato abolito il finanziamento pubblico. Nel 2013 il “fatturato” del Pd era di quasi 49 milioni di euro, nel 2014 si passa a 27,3 milioni (12 milioni dai rimborsi), nel 2015 a 22, 2 milioni e infine 20 milioni al 31 dicembre 2016, data in cui è stata incassata l’ultima tranche di soldi pubblici (2,6 milioni di euro).

Poi è arrivata la campagna elettorale per il referendum costituzionale e Renzi ha bruciato quasi 30 milioni, con conseguente rosso da 9 milioni e mezzo.

L’anno scorso, però, il bilancio s’è contratto e le spese invece sono esplose per pompare la grande scommessa renziana: quasi 30 milioni, che hanno causato il rosso da nove milioni e mezzo.

Alla luce di questi numeri, si può forse intuire perché la voglia di voto anticipato sia leggermente evaporata: l’acqua scarseggia e la papera non galleggia.

 

Check Also

ultimi sondaggi politici elettorali

Sondaggi elettorali: la super-media che condanna il Pd

ULTIMI SONDAGGI POLITICI ELETTORALI (21 LUGLIO 2017) – CRISI PROFONDA PER IL PD Dopo le …

Questo sito, come molti altri, fa uso di cookies [leggi l'informativa]. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all’uso dei cookie.
Leggi articolo precedente:
pensioni novità quattordicesima
Pensioni notizie sulla quattordicesima: aumenta la platea dei beneficiari, novità dall’Inps

PENSIONI ULTIME NOTIZIE SULLA QUATTORDICESIMA (15 GIUGNO 2017) - INPS, CI SARANNO PIU' BENEFICIARI Dopo...

Chiudi