Pensioni notizie precoci e Ape: non c’è posto per tutti, rischio domande respinte

PENSIONI ULTIME NOVITÀ (22 GIUGNO 2017) – BOOM DOMANDE, QUANTI RESTERANNO ESCLUSI?

Dopo le preoccupazioni per i ritardi sui decreti attuativi per Ape sociale e lavoratori precoci, oggi i timori riguardano il boom di domande per accedere alle nuove pensioni anticipate.

Sono state tremila le richieste ricevute dall’Inps fra lunedì e martedì: in totale, dato aggiornato alle ore 16.00 del 20 giugno, il numero di domande è salito a 11.363.

La classifica per regione: Lombardia, (1.896), Veneto (1.177), Sicilia (985), Lazio (959), Toscana (881).

Dopo sette mesi di attesa dalla norma, presente nell’ultima legge di bilancio, che ha prescritto queste ridotte forme di flessibilità in uscita, un esercito di lavoratori anziani si è insomma precipitato all’Inps nel timore di rimanere fuori dalla ristretta platea di beneficiari.

Ricordiamo che l’ape sociale è un trattamento pensionistico, con una soglia massima di €1500 lordi, che consente a chi ha già compiuto i 63 anni di età di essere traghettato fino al requisito anagrafico previsto dalla riforma Fornero per le pensioni di vecchiaia.

Per essere ammessi all’ape sociale, oltre al requisito dell’età bisogna essere inquadrati in alcune categorie considerate particolarmente disagiate.

Si parla di disoccupati di lungo corso che non ricevono meno di 3 mesi alcun tipo di sussidio, di invalidi almeno al 64%, di persone che assistono un coniuge con handicap, di lavoratori che svolgono mestieri catalogati come faticosi e usuranti.

Per quanto riguarda invece la misura prevista per i lavoratori precoci, si tratta di una quota 41 accessibile soltanto a chi è il compimento di 19 anni di età aveva già versato almeno 12 mesi di contributi.

Fino ad ora, spiegano le ultimissime novità sulle pensioni, le richieste per l’ape sociale sono state circa il doppio rispetto a quelle dei precoci.

Pensioni ultime notizie (22 giugno 2017): entrare nel club Ape e precoci non sarà facile

La data di scadenza per presentare le domande e il 15 luglio 2017. Da quel momento l’Inps ha tempo fino al 15 ottobre prossimo per riconoscere il diritto di accedere alle nuove forme di pensioni anticipate, dopodiché il richiedente dovrà nuovamente presentare la domanda includendo l’ok ricevuto dall’Inps.

Quest’ultimo sarà in effetti la domanda vera e propria, mentre adesso ci troviamo in una sorta di fase preliminare, durante la quale l’Inps dovrà effettuare una scrematura fra domande legittime e non, nonché valutare l’effettiva possibilità di copertura con le risorse messe a disposizione.

Secondo le stime del governo, l’obiettivo è quello di soddisfare 60.000 domande.

Una quota che sarà agevolmente superata anche se il ritmo di effettuazione delle domande dovesse calare.

Morale della favola, molte delle domande presentate fino al prossimo 15 luglio saranno inevitabilmente respinte, vuoi per mancanza di requisiti richiesti, vuoi per insufficienza di fondi stanziati.

Per fare un paragone con un caso analogo decente, ricordiamo che nel caso delle sette salvaguardie sugli esodati, ben il 25% delle domande è stato respinto.
Nelle sette salvaguardie messe in atto per tutelare i lavoratori più penalizzati dalla riforma del 2011 oltre il 25% delle richieste è stato respinto.

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