pensioni ultime notizie tagli

Pensioni ultime notizie tagli: decurtazioni dal 30% al 50%, infuria protesta

PENSIONI ULTIME NOTIZIE (4 NOVEMBRE 2016)

Dopo le novità della riforma pensioni nostrana, oggi parliamo delle news che arrivano dalla Grecia sul fronte pensioni.

E sono fatti terrificanti. Faremo anche noi questa fine?

Ecco cosa è successo: il governo greco ha annunciato ulteriori tagli alle pensioni già decimate da precedenti provvedimenti.

E stavolta lo sciopero generale è infuriato, con tanto di pensionati che mettevano fuoco alle missive governative. Da sei anni la Grecia è precipitata nella spirale degli “aiuti” della Troika, cioè prestiti che generano nuovi debiti, sempre più impossibili da ripagare.

Pensioni ultime notizie dalla Grecia, oggi 4 novembre 2016: tagli devastanti, il caso surreale del pensionato da 34 euro al mese

Piazza Syntagma è lo scenario simbolo della rivolta contro la riforma Katrugalos, qualcosa di tanto abominevole che al confronto la legge Fornero è un regalo di Natale.

Ben diecimila persone si sono radunate nella piazza di Atene per esprimere il loro dissenso verso questa follia.

Il tagli riguardano la bellezza di 250.000 cittadini greci, già stremati da tre colpi di fornici negli ultimi anni di crisi.

Il molti non lavorano già da due anni e ancora non vedono liquidate le loro pensioni: adesso, se e quando arriveranno, saranno decurtate almeno del 30%.

Badate bene: tutto questo è opera di un governo sedicente di sinistra. A buon intenditore…

Ricapitolando il dramma greco sul fronte Welfare e previdenza, bisogna ricordare che le pensioni integrative sono già state mozzate dell’82% (avete letto bene), quelle per così dire “di base” sono state mutilate del 45% e tredicesime e quattordicesime in pratica annientate.

Una spremuta di sangue.

I tagli arriveranno fino al 50%. Il fondo complementare Eteam, ad esempio, sarà così devastato che una pensione da circa 500 euro non arriverà a 150 euro.

Se non bastasse, sui media greci è diventato un’icona il pensionato più povero del paese, il quale percepisce oggi solo 34.75 euro al mese.

La Grecia, insomma, sembra rappresentare il punto di arrivo di un percorso nel quale anche l’Italia si è pericolosamente imbarcata da tempo.

Pensioni sempre più povere e concesse sempre più tardi, dopo tagli a ripetizione, fino a rendere gli assegni Inps insufficienti per la sopravvivenza. Chi può, si rivolga a banche e assicurazioni per mettere un gruzzolo da parte. Chi non può, sarà costretto a vivere da mendicante dopo una vita di lavoro e contributi versati.

Allarmismo?

Magari avessimo fatto allarmismo e qualche protesta in più invece di chinare la testa e accettare la riforma Fornero e il blocco delle rivalutazioni.

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