Trump

Trump presidente, il cigno nero che spernacchia il sistema

Se non siete intimi con le teorie del cigno nero di Nassim Nicholas Taleb, tento di riassumerle in due parole: shit happens.

La storia non è un percorso lineare di continua e razionale evoluzione. Quella è solo la favola laica che un umanesimo ormai agonizzante ci propina da tempo.

La storia procede per salti, per eventi imprevisti che cambiano tutto, dopo un certo periodo in cui, tutto sommato, era rimasto tutto uguale.

Donald Trump aveva tutti contro. La finanza, i sondaggi, Hollywood, persino il suo stesso partito.

Su Twitter leggo fior di commentatori che insultano o deridono il popolo americano per aver scelto Trump. Spiacente, della democrazia non avete capito un cazzo.

La democrazia non fa sempre la scelta giusta, anzi la fa raramente, non ci sono vincitori migliori o peggiori, ci sono soltanto vincitori.

Se non vi sta bene quello che sceglie la democrazia, siete degli antidemocratici a vostra insaputa. Non che ci sia qualcosa di male, ma sarebbe forse opportuno che ve ne rendiate conto.

Gli americani avevano due scelte davanti: scegliere la Clinton e sostanzialmente confermare la fiducia nei metodi di Obama, oppure dare una svolta imprevedibile e cambiare pagina con Trump.

Hanno preferito la seconda opzione. Evidentemente il mitico Obama non ha convinto la maggior parte degli americani.

E per certi versi è un grande trionfo democratico, il fatto che il popolo non scelga necessariamente quello che mezzo mondo gli chiede di scegliere.

E’ una ribellione salutare. Mi vengono in mente, seppure possa sembrare sorprendente un paragone del genere, le ultime elezioni in Emilia Romagna.

La reazione degli emiliani a dei governi Pd deludenti è stata quella di non andare a votare, con appena il 34% dell’affluenza. Risultato: i tesserati e tutto l’indotto Pd hanno ridato la regione in mano allo stesso partito.

Quanto sarebbe stato sano, invece, dare uno choc e far vincere la Lega Nord. Non perché la Lega sia meglio del Pd. Semplicemente perché gli elettori avrebbero mandato a dire ai partiti, in modo chiaro: non credete di poter fare quello che vi pare. Se ci rompete troppo le palle vi mandiamo a casa.

Gli americani si sono rotti le palle di Obama e hanno mandato a casa il suo successore. Gli italiani rispondono con rassegnazione e fatalismo.

Gli italiani non hanno avuto la stessa spinta dirompente, ad esempio, nel disarcionare i vecchi partiti e mandare il M5S al governo nel 2013 (complice anche una legge elettorale incostituzionale, ve lo concedo).

Chi di voi in questo momento sta pensando di essere migliore degli statunitensi, farebbe forse meglio a ripensarci.

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