Fotovoltaico: benefici ambientali, economici e sociali

Sono davvero così convenienti? Spesso è questa la domanda che sorge spontanea quando si parla di fotovoltaico. Questo perché si tratta di un investimento importante che, sebbene comporti un impegno iniziale, nel lungo periodo risulta assolutamente vantaggioso. In effetti è una spesa che viene ammortizzata nel giro di pochi anni per via di una sensibile riduzione del costo delle bollette garantita a vita o quasi. Oggi la tecnologia permette di ottenere l’energia elettrica necessaria al proprio fabbisogno senza sfruttare alcun tipo di combustibile e a costo zero per l’ambiente. Se diffusa a macchia d’olio potrebbe ridurre addirittura i costi nazionali.

Produrre questa energia significa andare verso una progressiva riduzione delle emissioni di gas serra responsabili del rapido aumento della temperatura terrestre e quindi dei cambiamenti climatici in atto, obiettivo dichiarato dal noto Protocollo di Kyoto. La produzione di un kWh di energia elettrica da fonte solare, se confrontata con pari produzione energetica da combustibili fossili, consente di evitare l’emissione in atmosfera di 0,53 kg di anidride carbonica. Moltiplicando poi l’anidride carbonica “evitata” ogni anno per l’intera vita dell’impianto fotovoltaico si ottiene un vantaggio globale.

In Italia i prezzi degli impianti fotovoltaici sono calati di quasi un terzo negli ultimi tre anni. Gli incentivi del conto energia, come noto, non ci sono più da tempo. Tuttavia l’installazione di impianti domestici gode della detrazione fiscale del 50% che restituisce metà dell’investimento scalandolo dalle tasse nel giro di 10 anni, mentre l’energia in eccesso scambiata con la rete è remunerata con lo scambio sul posto. Il risultato è uno solo: l’installazione pannelli fotovoltaici è assolutamente conveniente. La modularità dei pannelli solari di ultima generazione consente di implementare i moduli sulle superfici esistenti delle abitazioni con un impatto ambientale e paesaggistico praticamente nullo.

Esistono più soluzioni e diversi livelli di integrazione degli stessi con la superficie dell’edificio. Nel dettaglio vi sono:

  • impianto fotovoltaico non integrato installato su superfici piane per mezzo di cavalletti e zavorre;

  • impianto parzialmente integrato nel caso di moduli fotovoltaici ancorati al tetto per mezzo di staffe che sporgono leggermente dal profilo della copertura esterna dell’edificio;

  • impianto fotovoltaico integrato dove i moduli sono complanari rispetto alla copertura dell’edificio sul quale vengono installati e svolgono non solo la loro principale funzione ma fungono da protezione per pioggia e intemperie.

Naturalmente il dimensionamento è una questione variabile a seconda di vari fattori, tra cui l’architettura della casa, la localizzazione geografica e climatica, i consumi medi di chi ci abita. Perché non provarci? Oltre al vantaggio di tipo economico, vi è da considerare un aspetto sociale visto che gli impianti fotovoltaici riducono – e non poco – la domanda di energia da altre fonti tradizionali (centrali termoelettriche su tutte) e potrebbero contribuire in modo significativo alla riduzione dell’inquinamento atmosferico.

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