Liquidità condivisa: il poker diventa europeo

Ciascun paese, all’interno dell’Unione Europea (UE), possiede meccanismi ed istituzioni per regolare il gioco. Alcuni stati membri però, stanno gettando le fondamenta per la costruzione di uno spazio comune per il poker online.

La liquidità condivisa: un portafoglio comune

La liquidità condivisa rappresenta un ulteriore passo avanti verso la creazione di un sistema fiscale e di una legislazione europei.
Il concetto di liquidità condivisa è molto più comprensibile di quanto possa sembrare a prima vista. L’idea è che un giocatore che si trova in italia, invece di giocare su un sito italiano, che finisca in .it , possa giocare su un sito europeo ( .eu ).
Ecco qui l’idea della liquidità condivisa: i soldi giocati e quelli delle vincite poste in palio non appartengono più ad una borsa nazionale, si tratterebbe invece di una borsa europea. Prima di vedere quali sono gli ostacoli che questo progetto deve affrontare, esaminiamo gli stati
coinvolti.

I protagonisti: i paesi “più veloci”

Il 30 giugno di quest’anno veniva firmato a Roma un primo accordo tra le autorità che regolano il gioco online in:

● Francia
● Spagna
● Portogallo
● Italia

L’accordo era un primo passo verso la costituzione di tavoli da poker online soggetti a liquidità condivisa. La natura dell’accordo era sui generis , in quanto spetta poi a ciascun paese modificare la propria legislazione nazionale per consentire la liquidità condivisa.

I due paesi che fin da quest’estate hanno lavorato alla modifica del sistema giuridico nazionale sono stati Spagna e Francia. Per quanto riguarda il primo paese, l’ente che regola il gioco online a cui è spettato questo compito è la Dirección General de Ordenación del Juego. Il suo corrispettivo organo francese ( Arjel: Autorité de régulation des jeux en ligne ) sta da tempo lavorando emendamento legislativo anche in alcuni casi scontrandosi con l’Assemblea Nazionale ed il Senato.

Il fatto che l’accordo coinvolga solo certi paesi dell’Ue si allinea con la teoria dell’ Europa a due velocità : certi paesi avanzano in base ad accordi che non coinvolgono tutti gli stati membri, cedendo una maggiore sovranità.

Solo 4 stati: soluzione o problema?

Il fatto che i paesi coinvolti siano solo quattro (potrebbe aggiungersi a loro il Regno Unito, ma la sua partecipazione al progetto è resa ancor più traballante dalle incertezze causate dal Brexit ) riduce gli ostacoli ma non li elimina.

Ogni paese ha un proprio regime fiscale, una certa percentuale che trattiene sulle vincite. Anche se si tratta di soli quattro stati, uniformare un regime è un processo estremamente lento e complesso, in quanto implica modificare le leggi nazionali. Per esempio, l’Italia ha cominciato a introdurre la possibilità della liquidità condivisa nella Finanziaria del 2005 .

Se non ora, quando?

Sicuramente qualcuno si starà chiedendo perché fare tanto sforzo, visto il grattacapo che rappresenta per i governi nazionali unificare diversi regimi fiscali. Si tratta di una risposta istituzionale per contrastare il calo del poker online.

Il poker, come il resto dei giochi legali, rappresenta una risorsa economica per un paese.
Per esempio, da quando è entrato in vigore il gioco online nel 2008, lo stato italiano ha ricavato in cinque anni 4 00 milioni di euro . Dal 2011 però c’è stato un calo del poker che ha portato anche un calo della liquidità statale.

Pertanto un calo del gioco significa anche meno introiti per gli stati, i quali grazie a questo progetto sperano di aumentare gli ingressi delle casse dello stato.

Nonostante il progetto della liquidità condivisa stia già sortendo i suoi primi effetti, come lo sbarco di 888poker in Italia o la licenza francese concessa a PokerStars, non si prevede nemmeno che gli stati coinvolti siano improvvisamente sommersi da denaro. In ogni caso, al di là degli aspetti economici, giocatori ed operatori legali saranno avvantaggiati dal progetto.

Più o meno tangibili, ma vantaggi

Non esiste però solo l’aspetto economico, ci sono infatti una serie di vantaggi che possono derivare dalla liquidità condivisa, e che sono meno tangibili:

● Un giocatore italiano potrà sfidare al gioco online un giocatore di un altro paese
aderente al progetto
● Se si volesse stirare ed estendere di molto il concetto, si potrebbe addirittura
argomentare che si tratta di un’occasione in più per ciascuna nazionalità di contatto
con altri individui di stati membri. In conclusione, contribuendo a costruire o rafforzare
un’identità europea.
● Giocare con un maggior numero di giocatori, di diverse nazionalità permette ai
giocatori imparare nuovi trucchi e strategie
● “Più siamo più vinciamo”. La partecipazione di un maggior numero di giocatori può
far aumentare la somma in palio, questo a sua volta diventa rende il gioco più
attrattivo aumentando a sua volta i partecipanti.

In conclusione, se i paesi che hanno cominciato a gettare le fondamenta per la liquidità condivisa riuscissero ad adattare opportunamente i loro regimi fiscali, i vantaggi non si limiterebbero nè ai soli giocatori nè ad aspetti meramente economici.

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