PIR, buone notizie per i risparmi delle famiglie italiane

Le piccole e medie imprese sono senza dubbio il motore dell’economia italiana e quello appena trascorso è stato per l’Italia l’anno della svolta, del successo al di là di ogni previsione più ottimistica.

Con oltre 10 miliardi di euro incassati nel 2017, i Piani Individuali di Risparmio rappresentano ormai una bella realtà per il settore finanziario e per il risparmio gestito italiano che, dopo anni di ostacoli e difficoltà, sta mostrando i primi segnali di ripresa. Il buon momento della Borsa italiana ha permesso a questi contenitori finanziari di produrre rendimenti sorprendenti.

Al momento dell’immissione sul mercato, Assogestioni stimava una raccolta dei PIR pari a 16 miliardi di euro entro la fine del quinto anno ma, come anticipato, le cose sono decisamente cambiate. Adesso si parla di 50 miliardi di euro entro il 2021. Grazie all’incentivo fiscale previsto – zero tasse se il Pir viene mantenuto per almeno cinque anni – si stima che saranno oltre cinquanta le aziende che verranno quotate in borsa nel 2018 e che beneficeranno della raccolta.

Il grande vantaggio per l’intero sistema è quello di indirizzare il risparmio delle famiglie verso le PMI italiane al fine di risollevare l’economia del Paese. È quanto emerso nel corso del recente incontro promosso dal Mef alla Borsa di Milano al quale hanno preso parte tra i tanti operatori del settore, rappresentanti della Consob, Confindustria e della già citata Assogestioni. A patto che vengano rispettati i vincoli imposti, I Piani Individuali di risparmio consentono un grande risparmio sotto il profilo fiscale.

Destinati alle sole persone fisiche, sono offerti da società di risparmio gestito e compagnie assicurative. La somma annua non può superare i 30mila euro e, di conseguenza, nei cinque anni in cui il Pir deve essere mantenuto si può arrivare a un tetto massimo di 150mila euro con una diversificazione degli investimenti.

Il mercato di Borsa italiana, grazie ai fondi PIR ha fatto registrare una raccolta di 1,26 miliardi di euro con un aumento di oltre il 500% rispetto al 2016. Essi hanno svolto un ruolo fondamentale nella crescita del mercato, sono stati infatti capaci di attirare l’interesse degli investitori incrementando la liquidità dell’AIM. Il listino adesso conta 95 società appartenenti al settore della finanza, delle energie rinnovabili e della tecnologia.

Tra le novità introdotte dall’ultima Legge di Bilancio – quella del 2018 per intenderci – è stata decisa l’apertura dei Piani Individuali di Risparmio al campo immobiliare. Questo per risvegliare un comparto in sofferenza. Il prossimo obiettivo? Estendere più possibile la platea di beneficiari per dare seguito ad un concreto percorso di rafforzamento del settore industriale intrapreso dall’Italia.

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