pensioni ultime notizie Tito Boeri

Pensioni ultime notizie Inps: allarme Boeri, sofferenze conti per oltre 60 miliardi

PENSIONI ULTIME NOTIZIE (11 GIUGNO 2017) – ALLARME SU CONTI INPS

Dopo le news sui ritardi dei decreti attuativi per Ape e Quota 42, oggi parliamo delle preoccupazioni espresse dal presidente Inps Tito Boeri sulle sofferenze nei conti della nostra previdenza.

A quanto registrato dalla prima nota di variazione del 2017, ci sarebbero 6.278  milioni di euro di esercizio in perdita.

Si tratta di un risultato peggiore del previsto, si era infatti calcolata una perdita per 6.152 milioni.

Questo significa che le nostre pensioni sono a rischio? Non ancora: ma è certo che tutti i più importanti indicatori di bilancio sono peggiorati.

Saldo di competenza finanziaria a -6.599 milioni (da -6.551), avanzo di amministrazione, del tutto indisponibile, pari a 26.363 milioni (26.411 milioni) precedenti.

Ribadiamo che le pensioni e i vari trattamenti Inps non sono in pericolo, perché lo Stato interverrà nel 2017 con 113.344  milioni per sanare la situazione, sui trasferimenti di parte corrente, sul conto capitale per le anticipazioni di bilancio e sulle pensioni per gli invalidi civili.

Pensioni ultime notizie ad oggi 11 giugno 2017: 60 miliardi di sofferenza, INPS come le banche

La solvibilità dell’Inps non è in discussione, ma resta la questione politica: le nostre pensioni sono legate al filo delle decisioni politiche, spesso con provvedimenti estemporanei (vedi salvataggio esodati), sanatorie, flessibilità in uscita a spizzichi e bocconi.

Insomma, se la barca dell’Inps non affonda è perché si rattoppa di continuo lo scafo ogni volta che imbarca acqua: nessuno però pensa a come restituire una vera solidità strutturale ai conti dell’ente, nessuno ha il coraggio di fare riforme serie e lungimiranti.

Una dei problemi maggiori è l’evasione contributiva e l’incapacità di riscuotere i crediti.

Un po’ come succede alle nostre banche, l’Inps ha insomma delle sofferenze, per ora di circa 60 miliardi.

Arriverà il momento in cui, per mettere a posto i conti della spesa pubblica sulle pensioni, lo Stato chiederà ai cittadini di pagare per il salvataggio?

Difficile dirlo, ma più che lasciarsi andare all’allarmismo – lo ribadiamo – ci pare il caso di sottolineare questo: con i regalini elettorali e con i contentini ai sindacati non si risolve il problema, ci si limita a spostarlo sulle spalle delle generazioni future.

 

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