Vertenza sindacale: cos’è, cosa significa e come utilizzarla

Cerchiamo di capire insieme cosa significa e cosa veramente comporta una vertenza sindacale, da chi può essere utilizzata, come attivarla e quando conviene farlo.

Innanzitutto partiamo col dire che la vertenza sindacale è un’azione che può essere messa in pratica da un lavoratore, il quale non si vede riconoscere alcuni suoi diritti all’interno di un ambito lavorativo; quindi si parla di rapporto tra lavoratore e azienda.

Nella maggior parte dei casi si ricorre alla vertenza sindacale quando un lavoratore riscontra incongruenze riguardo allo stipendio, rileva anomalie nell’erogazione di ferie e permessi, subisce un licenziamento all’apparenza non giustificato ed ancora in casi di problemi riguardanti a malattia, infortuni sul posto di lavoro, TFR, maternità e straordinari.

È bene ricorrere allo strumento della vertenza sindacale quando le mancanze possono essere facilmente dimostrabili; non essendo infatti la vertenza un’azione che dà il via ad indagini approfondite, risulterebbe inutile nei casi in cui appunto le circostanze non fossero chiare. In questi casi è sicuramente meglio agire mediante altri strumenti.

Per poter aprire una vertenza sindacale, il lavoratore, dovrà essere iscritto ad un sindacato, al quale si rivolgerà nel caso voglia vedersi riconosciuti i propri diritti e non sia riuscito a raggiungere in maniera “personale” un accordo con il proprio datore di lavoro (tante volte risulta infatti efficace il solo accenno dell’intenzione di aprire una vertenza sindacale per vedersi riconosciuti i propri diritti).

Una volta aperta la vertenza, il sindacato, raccoglierà tutte le informazioni necessarie per poter analizzare la situazione ed in seguito, coinvolgendo il datore di lavoro, cercherà di trovare una conciliazione tra le parti, proponendo soluzioni al datore di lavoro.

Dopodiché, se un accordo tra le parti, durante questo periodo di tempo viene raggiunto, la vertenza verrà conclusa con la stesura e la sottoscrizione di un verbale contenente gli estremi dell’intesa raggiunta. In caso contrario invece, cioè quando non si è presentata la possibilità di giungere ad un accordo che soddisfacesse le parti, il lavoratore, potrà agire legalmente per poter far valere le proprie ragioni.

Purtroppo i tempi medi in Italia per giungere alla conclusione di una vertenza sindacale sono piuttosto lunghi, si parla infatti di circa 2 anni.

I costi invece sono nulli, infatti sia che la vertenza termini con un accordo tra le parti, sia che termini per via legale, l’unico costo che il lavoratore dovrà sostenere è quello dell’iscrizione ad un sindacato.

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