Pensioni ultime novità Inps: i privilegi di statali e sindacalisti affossano i conti

PENSIONI ULTIME NOVITA’ INPS (10 LUGLIO 2017) – I CONTI DELL’ENTE AZZOPPATI DAGLI ASSEGNI TROPPO ALTI

Dopo le notizie sulla quattordicesima, oggi torniamo a parlare dei conti dell’Inps.

Iniziamo con un dato: l’Istituto di previdenza avrà bisogno nel 2017 di un aiuto di 107 miliardi e 371 milioni di euro per non affondare.

Cioè due miliardi in più rispetto al 2016, 2.4 in più sul 2015, 8,9 in più in confronto al 2014, eccetera, eccetera.

Morale della favola: l’Inps succhia sempre più risorse per non finire a gambe all’aria. Ma nessuna ansia e nessun allarmismo sui conti delle pensioni: Tito Boeri, presidente dell’Inps, ha messo tranquillamente la sua firma su un bilancio di previsione, valido per il 2017, con una perdita di 5,8 miliardi. Cioè 2,5 miliardi in più rispetto al 2016 e al 2015.

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Quante spende l’Inps ogni anno? Si parla di 258,8 miliardi di spesa previdenziale e 152,9 miliardi di spesa sociale.

Pensioni ultime novità Inps (10 luglio 2017): statali e sindacalisti privilegiati, pagano il conto i giovani precari

La situazione non è ancora drammatica (nel senso che il pagamento delle pensioni non è in dubbio), ma di certo fa pensare a una nave che imbarca sempre più acqua ogni ora che passa.

Fra buchi e aiuti di Stato, c’è chi si gode le sue pensioni senza problemi, con trattamenti pensionistici più elevati dei comuni mortali: parliamo in particolare dei sindacalisti e degli statali.

Il privilegio consiste soprattutto nella possibilità di calcolare una porzione importante della pensione basandosi sulla retribuzione liquidata l’ultimo giorno di attività lavorativa.

Con questa bella trovata, ci sono sindacalisti nel settore pubblico che sono riusciti a ottenere pensioni superiore anche fino al 66% di quanto gli sarebbe dovuto spettare, se l’assegno fosse stato calcolato sui contributi effettivamente versati.

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Boeri, a dicembre scorso, ha tentato di rimediare con una circolare, ma il ministro del Lavoro Giuliano Poletti gli ha prontamente messo lo sgambetto congelando la legge che avrebbe dovuto rendere effettiva la circolare Inps. E naturalmente anche i sindacati, parlando di “diritti acquisiti”, si sono opposti.

Altre diseguaglianze, inspiegabili, esistono fra ex lavoratori pubblici ed ex lavoratori privati. I primi hanno invariabilmente pensioni proporzionalmente più alte dei secondi, perché sono sostanzialmente proprietari del loro posto di lavoro: una volta entrati in quell’ufficio, non ne escono più.

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Diversa la storia per i privati, le cui carriere lavorative sono decisamente più travagliate e mutevoli, nel bene ma soprattutto nel male.

Infine, il fondo dei parasubordinati è sempre roseo e positivo, in confronto con quello dei dipendenti pubblici, in perenne passivo. Siccome le pensioni, oltre agli aiuti di Stato che pesano su tutti noi, le pagano i lavoratori di oggi, siamo in una situazione in cui giovani precari che (forse) andranno in pensione a 70 anni stanno pagando gli assegni Inps di ex dipendenti pubblici che se la godono alla grande.

Ps. i dati usati nelle ultime notizie sulle pensioni che avete appena letto sono tratti da Truenumbers.it.

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