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“Nessuna probabilità di un governo Berlusconi-Renzi”: Silvio scarica Matteo, i possibili motivi

BERLUSCONI SILURA RENZI: MEGLIO STARE CON SALVINI. PERCHE’ L’IMPROVVISA SPACCATURA?

“Non c’è nessuna probabilità di un governo Berlusconi-Renzi. Non ritengo possibile e neppure desiderabile una collaborazione con lui e con il Pd. Né ora, né tantomeno dopo le elezioni. Il mio obbiettivo è vincere, lo ripeto ancora una volta, non fare accordi al di fuori del centrodestra”.

Usa toni perentori Silvio Berlusconi, leader di Forza Italia, in un’intervista al Mattino. E lancia il suo appoggio a una legge elettorale proporzionale:

“Un sistema elettorale che desse la maggioranza in Parlamento a uno schieramento che ha il voto di un terzo degli elettori sarebbe sbagliato anche se facesse vincere noi. Il consenso degli italiani oggi è frammentato in tre poli, per l’avvento del M5S, non siamo più in un sistema bipolare”, spiega Berlusconi.
“Quanto alla legge elettorale proporzionale, in paesi come Germania e Spagna ha reso comunque possibile un assetto storicamente bipolare”.

Ma per le elezioni anticipate? “Ormai mi sembra quasi impossibile votare prima. E’ un peccato, perché sarebbe ora di consentire agli italiani di scegliere. Però questo tempo – osserva Berlusconi – ci consente di affrontare il tema della riforma elettorale, riprendendo l’accordo al quale si era giunti alla Camera, prima delle elezioni amministrative, su un sistema proporzionale di tipo tedesco”.

Berlusconi tende la mano a Salvini: “L’alleanza con la Lega non è mai venuta meno. Il centrodestra dà spazio alle ragioni della Lega dal 1994. Sono certo che questo continuerà, non tanto per il lavoro delle diplomazie, ma perché condividiamo lo stesso progetto e lo stesso programma”, anche se “ovviamente ci sono delle differenze”.

Le forze alla sinistra del Pd?  “D’Alema e Bersani sono figli di una cultura politica del Novecento sconfitta dalla storia. Renzi avrebbe dovuto essere un uomo nuovo, anche per ragioni generazionali”, sottolinea Berlusconi.

“In effetti non ha più nulla a che fare con il Comunismo, ma ha sostituito questa tradizione ideologica negativa con una gestione personale del potere fine a se stessa. Non ha certo portato il Pd a quel rinnovamento che pure sarebbe stato utile alla nostra democrazia”.

Il Governo Gentiloni? “Ha fatto poco, essendo in condizione di fare poco”. L’attuale Premier però è una “persona seria e garbata”.

Minniti, il ministro dell’Interno? “E’ una persona determinata, ha un apprezzabile atteggiamento cortese e dialogante, anche se finora non ha ottenuto grandi risultati. Non ha un compito facile: per diretta responsabilità del governo Renzi una migrazione biblica si sta rovesciando sulle coste del nostro Mezzogiorno”.

Infine una stoccata sui dati Istat sulla povertà assoluta in Italia: “Sono cifre che impressionano, contro le quali dobbiamo fare davvero una rivoluzione e toglierci di dosso l’oppressione fiscale, burocratica e giudiziaria”, chiosa Berlusconi

Infine, un ok alla Flat Tax della Lega: “I primi a proporla siamo stati noi”.

Come mai questa repentina presa di distanza da Matteo Renzi? Beh, Berlusconi pare in buona compagnia: in molti stanno prendendo le distanze da Renzi anche nel suo stesso partito. E i sondaggi politici sulla fiducia nell’ex presidente del Consiglio sono in calo. Al contrario di quelli della Lega Nord.

Berlusconi, si sa, più che dove lo porta il cuore va dove lo portano i sondaggi, ai quali ha sempre dato molto retta (evidentemente a ragione, vista la sua straordinaria longevità nella politica nostrana).

A conti fatti, soprattutto dopo i grandi risultati del Centrodestra ai ballottaggi per le Amministrative 2017, Berlusconi pare avere preso le misure ai due Matteo, preferendo quello con la barba.

Con una punta di nostalgia per la coalizione “old school” che per tanti anni lo ha portato alla guida del Paese.

Un’altra possibile lettura è la seguente: Berlusconi vuole presentarsi come alternativa totale a Renzi, per non correre il rischio di perdere i voti di chi ama poco Renzi. E con la legge elettorale di tipo proporzionale, Forza Italia avrà le mani libere: non tratteggiando i perimetri delle alleanze prima del voto, dopo le elezioni sarà possibile giocare a carte scoperte e decidere sul serio con quale dei due Matteo conviene stare.

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