PENSIONI NOVITA’ (9 FEBBRAIO 2015) - Le pensioni minime, oggi di circa 500 euro, sono destinate a diminuire. Incredibile, ma vero: gli attuali lavoratori trentenni, se e quando riusciranno ad andare in pensione, percepiranno pensioni ancora più basse di quelle di oggi.
Esempio: un trentenne che guadagna mille euro al mese arriverà al massimo a 400 euro mensili di pensione.
E tutto questo dopo decenni di contributi. La diminuzione stimate non è da poco, si tratta del 20% in meno, e significa una sola cosa: nel futuro la pensione sarà insufficiente alla sopravvivenza per molti degli attuali lavoratori.
Pensioni novità 2015, le ultime notizie dall’Inps fanno rabbrividire i giovani lavoratori, fra flessibilità e precariato
L’Inps sta architettando un futuro nero per chi ha iniziato a versare contributi dopo il 1995, anno della riforma Dini. Il governo Renzi con il Jobs Act non sta migliorando la situazione, anzi: flessibilità, periodi di buco fra un lavoro e l’altro, licenziamenti sempre dietro l’angolo, significa versare i contributi a intermittenza. E più i buchi sono frequenti e larghi, più i pensionati del futuro, dopo una vita di lavoro precario e flessibilità, vivranno una vecchiaia di povertà.
Pensioni news, sono gli autonomi quelli messi peggio
La situazione delineate dalle ultime notizie è seria ed è stata evidenziata anche da giornali nazionali come il Corriere della Seria e il Giornale. Il calcolo è semplice: chi lavora oggi e ha iniziato a versare i contributi di recente, con ogni probabilità non arriverà all’età della pensione con gli oltre 40 anni di contributi richiesti.

I lavoratori anziani con appena venti o trenta anni di contributi saranno una massa imponente. E avranno pensioni inferiori alle minime di oggi. Ancora peggio per gli autonomi, i quali si troverebbero con una pensione di 341 euro netti al mese (sempre prendendo per esempio, come sopra, un autonomo che guadagna mille euro al mese).
Pensioni novità, le simulazioni sui versamenti del futuro
Secondo le simulazioni di Progetica, chi oggi ha trentanni e inizia a lavorare, a 65 anni e nove mesi, con 35 anni di contributi, avrà un vitalizio di appena 514 euro. Pensioni del genere potranno arrivare a 600 euro se il lavoratore continuerà a versare contributi fino a 69 anni e un mese.
Altro esempio, prendendo un lavoratore che se la passa meglio: chi guadagna 2.0000 euro al mese, arriverà ad avere pensioni da 743 euro netti o 858 euro, a seconda dell’uscita dal mondo del lavoro a 65 o 69 anni.
Newspedia Web-zine indipendente multicanale