Cercare lavoro: le regole d’oro, dai biglietti da visita ai social

I dati sul lavoro in Italia sono contraddittori. Da un lato c’è chi si vanta di aver creato un milione di posti di lavoro, dall’altro c’è che chi sottolinea che si tratta soprattutto di lavoro precario o fintamente indeterminato (visto che il licenziamento è sempre dietro l’angolo, con l’abolizione dell’articolo 18).

Ma al di là dei dati statistici e delle opinioni di partito, chi vive nel mondo reale lo sa benissimo: cercare lavoro è una vera e propria ossessione, specialmente per chi è giovane e deve iniziare.

Come muoversi, nel terzo millennio, per trovare un lavoro? La prima regola è non dimenticarsi che il contatto umano, quello con le persone in carne ed ossa, è ancora fondamentale.

Tanto è vero che, nell’era di smartphone e Internet, i biglietti da visita non accennano a passare di moda, continuano ad essere usati e proprio sul Web ci sono varie società che ne vendono per tutti i gusti, come ad esempio Saxoprint.it.

Una stretta di mano, guardarsi negli occhi, saper gestire le relazioni interpersonali nel mondo reale, sono ancora insostituibili per tessere quella rete sociale da cui, molto spesso più che mandando cv, vengono fuori opportunità di lavoro.

E sui vostri biglietti da visita non mancheranno naturalmente i vostri account sui social, che sono la vera novità nella ricerca del lavoro degli ultimi anni. Ma come usarli in modo efficace?

Primo, parlando di se stessi sui social… senza diventare autoreferenziali. I traguardi che raggiungiamo vanno comunicati su Facebook, Twitter e affini (un premio ricevuto, un riconoscimento, un risultato professionale, eccetera). Le ditte guardano i vostri profili social, potete starne certi.

Secondo, usate bene Linkedin! Non basta scriverci il curriculum: c’è una funzione blog personale tutta da sfruttare, in cui potete raccontare voi stessi dal punto di vista professionale, le vostre esperienze, le vostre competenze.

Terzo, create il vostro hashtag personale! Farà da tag (cioè da etichetta) a tutto quello che riguarda la vostra vita lavorativa.

Quarto, anche nei social le compagnie giuste sono importanti: segui le persone importanti nel tuo settore professionale. Sei un giornalista pubblicista alle prime armi? Segui chi ha più esperienza di te, interagisci con loro in modo garbato, mostra che sai il fatto tuo.

Quinto, nei tuoi profili filtra gli argomenti che non c’entrano con le tue attività principali o i contenuti diventeranno dispersivi e difficili da seguire.

Ultima cosa: ricordati di aggiornare i tuoi profili social. Non in maniera maniacale, ma regolarmente.

Un profilo non aggiornato da mesi è una pessima pubblicità, darai a tutti l’impressione di essere rimasto con le mani in mano.

 

 

 

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